Sicurezza
In Aamps arriva un dirigente per sei mesi
Dopo il reintegro di Cosci, l’azienda ha firmato un contratto a progetto da 22.000 euro a Marzovilla: curerà anche il traghettamento in Reti Ambiente
LIVORNO. Aamps ha assunto per sei mesi, con un contratto a progetto da 22.400 euro, un manager che dovrà traghettare l’azienda dei rifiuti nel percorso di Reti Ambiente, “riassettare” il management e trovare il modo di pagare i fornitori, che aspettano di vedere liquidate le loro fatture da agosto.
È stato lo stesso sindaco a riferirlo in consiglio comunale. Prima Nogarin ha confermato il reintegro in Aamps (società tutta del Comune) dell’ex direttore amministrativo Luca Cosci: è rientrato come quadro e non come dirigente. «E sono state eliminate molte consulenze in campo finanziario – ha detto il sindaco – di cui tornerà ad occuparsi Cosci». «Così è stato possibile, senza aggravio di costi per l’azienda – ha sostenuto Nogarin – l’apertura di un contratto a progetto, un co.co.pro semestrale, eventualmente prorogabile, con Andrea Marzovilla, finalizzato all’ingresso in Reti Ambiente (la società dei 101 Comuni dell'Ato Costa che dovrà coordinare il sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani) seguendo la perizia dell’azienda per traghettare Aamps nel nuovo soggetto, alla due diligence dell’azienda, al riassetto del management e alla riqualificazione dei debiti e dei crediti, consentendo alle piccole aziende creditrici di venire pagate nel più breve tempo possibile».
Dopo aver chiuso i rapporti di lavoro con l’ex direttore generale, Lorenzo Fommei, il Comune ha quindi chiesto il soccorso a tempo di un altro manager, ha revocato il licenziamento di Cosci (che si occuperà degli aspetti economico-finanziari) e confermato alla guida, da amministratore unico, il grillino Marco Di Gennaro.
Andrea Marzovilla, livornese del 1960, è un architetto con esperienze - si legge nel suo curriculum - nella «programmazione e gestione aziendale». Curiosità: nel 2000 La Repubblica raccontava la sua avventura come creatore dell’allora unica azienda produttrice di rasoi in Italia contro il colosso Bic-Gillette, dopo la scommessa di sfornare il primo orologio in plastica riciclata.
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