Il Tirreno

Livorno

il futuro del porto

Buongiorno annuncia: "Voteremo sì alla variante"

di Juna Goti
I banchi di Buongiorno in consiglio comunale: a sinistra Marco Bruciati e Andrea Raspanti (Salvini Pentafoto)
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I banchi di Buongiorno in consiglio comunale: a sinistra Marco Bruciati e Andrea Raspanti (Salvini Pentafoto)

La terza forza politica della città scopre le carte: "Livorno ha bisogno di un nuovo Piano regolatore portuale per adeguare le infrastrutture ai nuovi traffici, anche attraverso la costruzione della Darsena Europa in versione light"

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LIVORNO. “Voteremo sì alla variante anticipatrice per senso di responsabilità e per poter continuare a incidere sul futuro del progetto, la cui attuazione crediamo richieda un’attenta sorveglianza ed alcune significative modifiche”. Ecco così che Buongiorno Livorno, terza forza politica della città, scopre le carte e dice chiaramente che voterà la variante anticipatrice al piano strutturale necessaria all'approvazione del Piano regolatore del porto.

“Livorno – intervengono all’unisono direttivo e gruppo consiliare dopo quella che viene definita una “intensa opera di approfondimento” - ha bisogno di un nuovo Piano regolatore portuale per adeguare le infrastrutture ai nuovi traffici anche attraverso la costruzione di una nuova piattaforma logistica, la cosiddetta Darsena Europa in versione light, che nel breve periodo può smuovere investimenti consistenti e aprire il nostro scalo a nuovi, vitali vettori. Ma questa esigenza inderogabile – lanciano il monito - non sia il Cavallo di Troia di speculazioni e interessi privati non armonizzabili all’interesse collettivo. Accanto alle migliorie infrastrutturali, infatti, troviamo vaste aree destinate a strutture commerciali e residenziali che, se realizzate nella massima configurazione prevista, costituirebbero l’ennesimo, ingiustificato (se non da intenti speculativi, appunto) attacco alla città storica”.

Ma cosa si intende per “Darsena light”? Contattato dal Tirreno, il capogruppo Andrea Raspanti ha chiarito di fare riferimento alla “prima parte del faraonico progetto della Piattaforma Europa, la parte che vale 650 milioni di euro”. In altre parole il progetto adottato dall’Autorità portuale già nel 2013, che negli ultimi giorni – seppur accostato all’aggettivo “light” – ha incassato anche l’ok del sindaco Filippo Nogarin. Tutti d’accordo quindi? Ancora no, perché se in consiglio tutte le opposizioni (dal Pd a Fi) stanno spingendo per il varo del piano del porto, c’è da capire come voterà il gruppo di maggioranza, quello a Cinque Stelle, che ha espresso moltissimi dubbi sia sulla variante del Comune che sul Prp.

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Intanto il piano del porto incassa l’ok di Buongiorno. Certo non senza perplessità, criticità e qualche polemica politica contro “gli entusiastici sbandieramenti di buona parte del mondo politico e sindacale cittadino e regionale, e contro i motti (“poche chiacchiere e soldi certi”) che mirano più che altro a far calare il sipario sul dibattito cittadino che la città non ha mai affrontato”. “I soldi oggi sbandierati come già nostri – chiosano da Bl - saranno destinati a chi riesca a presentare un piano veramente credibile di Accordo di programma per lo sviluppo futuro di Livorno, non sono del ri-candidato Rossi e non sono nemmeno scontati, viste le incertezze che il Piano Juncker rende evidenti”.

Detto questo Buongiorno chiede in sostanza un “percorso di studio e discussione che dovrà avere inizio il giorno dopo il voto per l’approvazione della variante anticipatrice: essendo uno strumento di prospettiva e non un progetto operativo immediato, il Prp lascia a un governo lungimirante la possibilità di attuarlo in modo sostenibile, compatibile economicamente con le risorse da recuperare, nonché partecipato dalla cittadinanza”.

Riflessione che si ricollega a quella sulla presidenza futura dell’Autorità portuale. Il direttivo e il gruppo consiliare non entrano nel merito dei nomi: “Ci interessa prima di tutto il mandato politico che il nuovo presidente avrà. Sarà fondamentale il suo impegno sia sul fronte dell’operatività portuale sia sull’interfaccia porto-città, dovrà essere sensibile alle emergenze economiche e sociali che colpiscono Livorno e pronto a cogliere opportunità e potenzialità di nuove economie”.

Da qui il salto al Piano strutturale comunale, di cui non si è più sentito parlare. “E’ un dibattito urgentissimo, da cui dovranno arrivare risposte importanti sul futuro utilizzo e sviluppo di aree come la Fortezza Vecchia, il sistema dei fossi e la Bellana, nonché sulla delocalizzazione del Rivellino, perché senza lo spostamento del depuratore non è possibile recuperare in chiave turistica il Forte San Pietro”.

“Crediamo – concludono da Buongiorno - in una migliore efficienza del lavoro portuale, con uno stop convinto alle deregolamentazioni che scaricano i costi della concorrenza sulle spalle dei lavoratori; crediamo in una logistica fortemente telematizzata; crediamo in un piano energetico che punti alla progressiva riconversione ecologica delle fonti energetiche impiegate, che alletterebbe gli investitori garantendo loro costi di approvvigionamento contenuti; crediamo in una razionalizzazione delle aree più efficace e flessibile; crediamo infine, che si debba arrivare a una Carta per Livorno, che metta nero su bianco un nuovo modello di sviluppo per la nostra città chiudendo il capitolo di una concezione novecentesca senza prospettive che non può e non deve essere rilanciata dall’Accordo di programma”.

 

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