Il Tirreno

Livorno

Misericordia, Mannino confermato commissario

Roberto Riu
L'intervento del vescovo Giusti all'assemblea della Misericordia di via Verdi. In primo piano Domenico Mannino confermato commissario (Marzi Pentafoto)
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L'intervento del vescovo Giusti all'assemblea della Misericordia di via Verdi. In primo piano Domenico Mannino confermato commissario (Marzi Pentafoto)

L'ex prefetto Domenico Mannino è stato riconfermato commissario alla guida dell'Arciconfraternita della Misericordia

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LIVORNO. Domenico Mannino è stato riconfermato nel ruolo di commissario dell'Arciconfraternita della Misericordia nell’assemblea straordinaria con la partecipazione del presidente regionale delle Misericordie, Alberto Corsinovi che ha spiegato le problematiche relative al vecchio statuto e la necessità di un nuovo statuto, ma ha pure sollecitato a fare presto.

L'assemblea è stata preceduta dal saluto del vescovo Giusti, che ha richiamato lo spirito dell'Arciconfraternita nelle sue varie funzioni rivolte al sociale, oltre a ribadirne il legame con la realtà ecclesiale.

La riconferma di Mannino, ex prefetto a Livorno, arriva per portare a termine il percorso, rivelatosi in verità piuttosto tormentato, del nuovo statuto da cui potrà poi finalmente discendere il rinnovo delle cariche del sodalizio ed il suo ritorno alla normale attività dei suoi organismi dopo tre anni di gestione commissariale.

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Il commissario aveva indicato, nell'intervista al giornale diocesano (www.lasettimanalivorno.it), le questioni da affrontare. Prima di tutto, le modifiche da apportare dovranno essere “vere” e volte a “dare vita ad una struttura omogenea e unitariamente propositiva”.

Secondo Mannino dovrà anche essere istituita una figura dirigenziale amministrativa che assicuri, durante l'esercizio della magistratura, «uno stabile ed effettivo ponte fra l'organo politico, i dipendenti ed i volontari».

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In terzo luogo, l'ex prefetto ritiene che debba essere modificata la figura del commissario nel senso che abbia almeno i poteri del Preposto e del Magistrato e la sua durata in carica sia almeno di due anni per poter acquisire adeguata conoscenza del sodalizio e correggerne adeguatamente le disfunzioni. Altrimenti, sottolinea Mannino, il commissario è inutile.

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