Gioco
Ladri in ospedale rubate le borse di due infermiere
Il colpo è avvenuto nello spogliatoio del sesto padiglione «Le telecamere ci sono ma sono puntate sull’ingresso»
LIVORNO. Hanno aperto gli armadietti dei dipendenti negli spogliatoi, e hanno portato via due borse di altrettante infermiere con dentro soldi, carte di credito, chiavi, occhiali e documenti vari. L’ennesimo furto in è andato in scena nel primo pomeriggio di domenica e sono state le stesse vittime a denunciarlo.
Secondo una prima ricostruzione, il ladro ha avuto circa due ore, tra le 14,30 e le 16,50, per mettere a segno il colpo. Spiegano dalla polizia che sta indagando. «In quei locali può accedere solo il personale».
Vero è che nel momento del cambio turno sono decine le persone che si cambiano dentro agli spogliatoi. Possibile che qualcuno abbia lasciato involontariamente la porta aperta?
Fatto sta che il ladro ha aperto gli armadietti, dopodiché ha portato via le borse. Quando le infermiere sono tornate negli spogliatoi hanno trovato gli armadietti aperti e hanno dato l’allarme.
Oltre al caso specifico, che ovviamente ha messo in allarme tutti i dipendenti dell’Asl 6, i furti in ospedale sono sempre di più un problema. L’elenco dei precedenti è lungo e in alcuni casi anche molto spiacevoli, visto che spesso gli obiettivi sono i malati.
Nell’ultimo episodio, le speranze di risalire all’autore o all’autrice del colpo sono basse. Sì perché - come spiegano dalla Asl 6 - le telecamere è vero che ci sono, ma sono puntate all’ingresso dello spogliatoi e per evidenti motivi di privacy gli occhi elettronici non entrano dentro i locali dove i dipendenti si cambiano. Ecco perché l’unica possibilità di risalire al colpevole è quella di visionare le immagini filmate tra le 14,30 e le 16,50 sperando di individuare tra le persone che entrano ed escano dallo spogliatoio qualcuno di sospetto, oppure una persone che nonostante sia abilitato ad entrare esca facendo un gesto o un movimento che lasci pensare a qualcuno che porti con sé la refurtiva appena rubata.
«Sono stati adottati molti provvedimenti - spiegano dall’Asl - per garantire la sicurezza: un servizio di vigilanza, giorno e notte, nel perimetro ospedaliero, le telecamere a circuito chiuso, numerose porte con apertura dall'interno a garanzia della circolazione esclusiva del personale autorizzato. È comunque evidente come l'intera struttura - concludono - con i suoi innumerevoli punti di accesso non risulti funzionale a garantire in maniera assoluta la sicurezza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google