Il Tirreno

Livorno

il futuro del porto

"Pronti a scioperare se il Prp non sarà approvato"

Un momento dell'assemblea dei lavoratori del porto in piazza dell'Unità d'Italia organizzata da Cgil e Cisl
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Un momento dell'assemblea dei lavoratori del porto in piazza dell'Unità d'Italia organizzata da Cgil e Cisl

Livorno, portuali in assemblea davanti alla prefettura. "No al far west lavorativo sulle banchine". Ma al centro dell'attenzione c'è soprattutto la situazione di Livorno: "Il Prp e la Darsena Europa servono". La richiesta al prefetto Costantino: "Solleciti le istituzioni a velocizzare l'approvazione"

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LIVORNO. "Siamo convinti che serva una politica di indirizzo nazionale sui porti volta a investimenti con logica di specializzazione, senza disperdere le risorse e con una governance più amplia di quella attuale. Riteniamo necessario la conferma e l’ampliamento territoriale del sistema autorizzativo per l’accesso al mercato del lavoro mantenendo quella flessibilità territoriale, economica e operativa che ha permesso in questi anni di rispondere alle esigenze del sistema portuale. Dal Ministero dello sviluppo economico arriva invece la chiara scelta di realizzare nei porti una zona franca economica e un far west nelle attività lavorative con, ad esempio, la cancellazione delle imprese ex art 17 (fornitura di lavoro temporaneo regolamentato) e la cancellazione del numero massimo di imprese autorizzabili rendendo così il lavoro altamente precario con gli evidenti rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori". E' questo il messaggio (e la critica) che parte dal porto di Livorno alla volta degli stati generali dei porti italiani in corso nella giornata di oggi (lunedì) a Roma.

Un centinaio abbondante di lavoratori delle banchine livornesi stamani hanno partecipato all'assemblea in piazza dell'Unità d'Italia davanti alla prefettura, convocata da Cgil e Cisl.Tra loro anche alcuni esponenti del gruppo consiliare del Partito Democratico, col capogruppo Marco Ruggeri e Jari De Filicaia.

Al centro dell'attenzione la riforma dei porti, ma anche e soprattutto le problematiche del nostro scalo, incentrate sulla grande rivoluzione prevista dal piano regolatore del porto in fase di approvazione.

"Ribadiamo la necessità di non indugiare oltre nell’approvazione di tutti gli strumenti necessari al rilancio e all’implementazione infrastrutturale dello scalo labronico - hanno sottolineato i rappresentanti sindacali col consenso dei lavoratori -. I portuali livornesi stanno pagando pesantemente la crisi con le loro famiglie dal 2008 e non staranno a guardare laddove, per interessi di bandiera o politici, il bene comune venisse messo in discussione. Rivolgiamo dunque un appello alla Regione Toscana alla Provincia di Livorno, al Comune di Livorno e all’Autorità Portuale a fare presto e bene e a superare le inspiegabili indecisione per il rilancio di un settore che potrebbe essere decisivo per cominciare a superare l’inarrestabile disoccupazione cittadina".

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Una posizione che è stata portata all'attenzione del prefetto Costantino alla quale Cgil e Cisl a nome dei lavoratori del porto hanno chiesto di attivarsi per sollecitare le istituzioni, il Comune in particolare, a sbrigliare la matassa dell'approvazione del piano regolatore del porto.

"Se continuerà questo inutile e dannoso rimpallo di responsabilità e indecisioni incomprensibili i lavoratori del Porto annunciano fin da ora azioni pesanti dal punto di vista della lotta sindacale anche in solidarietà con tutti i cittadini livornesi che un lavoro non ce l’hanno o che l’hanno perso di recente. Non è più tempo per i giochetti di partito Livorno ha bisogno del suo Porto e la città ha bisogno di scelte", è stato il messaggio rilanciato dall'assemblea e portato al prefetto.

 

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