Sicurezza
Il Pd e la Darsena sono due cose diverse
Ha ragione il sindaco Filippo Nogarin. È da molto tempo che la classe dirigente di Livorno si sta baloccando con lo sviluppo del porto
Ha ragione il sindaco Filippo Nogarin. È da molto tempo che la classe dirigente di Livorno si sta baloccando con lo sviluppo del porto. Ora che governiamo noi - sostiene il primo cittadino - quello che non s’è fatto finora lo si vorrebbe compiuto in pochi mesi. Ha ragione da vendere. Ai 5 Stelle si può dire di tutto, ma non che abbiano responsabilità nelle perniciose guerre per bande dentro il Pd che hanno paralizzato l’approvazione del piano di sviluppo che genererà la Darsena Europa. Nei 5 Stelle, tuttavia, si tende a sovrapporre le parole “Partito democratico” con le parole “Darsena Europa” e scatta l’atto riflesso, legittimo e benedetto dal voto, che tutto quel che è Pd è da rifondare.
Il punto è questo. Il Pd è molte cose, molti errori soprattutto, nella città di Livorno. Ma la Darsena Europa non è il Pd. Non coincidono. Livorno ha detto di non volerne sapere del Pd, non ha detto di non volerne sapere della Darsena Europa. Il sindaco Nogarin l’ha capito e, se è vero che gli si può rimproverare una posizione ondivaga, è anche vero che non gli è consentito fare altrimenti per non spaccare la sua maggioranza. Io la vedo così: Nogarin e il suo partito hanno la possibilità di intestarsi una operazione storica, che può dare prospettiva a una città malata, confusa, impoverita. Il porto di Livorno è il porto della Toscana. Assieme a Piombino rappresenta una straordinaria occasione di crescita. Non ne abbiano a male i grillini pisani, che temono per le loro spiagge. C’è qualcosa di più grande di qualche stabilimento dentro il progetto della Darsena Europa e una cosa non esclude l’altra.
È spiacevole, è vero, che il Comune di Livorno sia sottoposto a così tante pressioni. Anche da parte della Regione. Eppure la partita si gioca qui e ora. La Regione non è il Pd e il governatore Rossi non è il sindaco Cosimi. Il presidente Enrico Rossi ha dimostrato, e la vicenda di Piombino è esemplare, di essere un convinto sostenitore dello sviluppo industriale della costa. La costa è un hub industriale. Va detto, ribadito, e poi ribadito ancora. Chi crede di salvare Livorno con il turismo dice una bugia. Livorno e Piombino sono, pur con dimensioni diverse, due città industriali. Qui la fabbrica e i traffici portuali sono di alto livello e non una asfittica eredità del dopoguerra. Un grande Paese manifatturiero ha bisogno dell’industria pesante e di infrastrutture logistiche.
Il matrimonio fra i doveri di Nogarin e le responsabilità di Rossi si deve fare, non è eludibile. Trovo, per la prima volta dopo tante settimane, un atteggiamento consapevole anche dentro i meet-up grillini. Hanno ragione pure loro: è certo che la malavita proverà a insinuarsi negli appalti. L’amministrazione vigilerà. Se no, per cosa è stata eletta? Solo per scaricare tutte le colpe passate, presenti e future sul Pd? Quello è un gioco di società. Delizioso, doveroso perfino, ma i rivoluzionari a 5 Stelle adesso devono guardare avanti e farci vedere che sono migliori di chi li ha preceduti.
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