Il Tirreno

Livorno

il futuro delle banchine

Rossi scrive a Nogarin e stringe i tempi sul porto

di Juna Goti
Il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, e il governatore della Toscana, Enrico Rossi
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Il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, e il governatore della Toscana, Enrico Rossi

Prove di intesa su variante e Prg: il Comune dovrà esprimersi entro il 24 marzo per consentire al consiglio regionale di firmare gli atti prima del periodo bianco

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LIVORNO. Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, ha scritto al sindaco Filippo Nogarin. Obiettivo: trovare la quadra perché la variante al piano strutturale del Comune, necessaria per l’approvazione del piano regolatore del porto, concluda il suo percorso in consiglio comunale (insieme alla ratifica del relativo accordo di pianificazione tra enti) prima che la Regione entri nel periodo bianco delle elezioni.
Starà al consiglio regionale, infatti, approvare il Prg del porto di Livorno. E come comunicato dal governatore al sindaco, l’ultima data utile per farlo sarà il 24 marzo: per quel giorno è già stata convocata l’assemblea fiorentina, che poi sarà di fatto congelata in vista delle regionali di maggio. In altre parole, oltre quella data il consiglio regionale non potrà più dare il via libera ad atti come quello che ridisegnerà le banchine livornesi. Un Prp su cui la Regione spinge, assicurando di voler investire 170 milioni sulla Piattaforma Europa.
Così i tempi si accorciano rispetto alle previsioni del Comune. Nel cronoprogramma di massima presentato il 26 gennaio al consiglio dall’assessore Alessandro Aurigi, veniva fissata come data limite il 31 marzo. Queste le tappe: la giunta comunale deve esaminare il rapporto del 19 dicembre scorso degli uffici con la proposta di controdeduzioni alle 27 osservazioni arrivate sulla variante (già adottata nel dicembre del 2013); se apprezzerà la proposta degli uffici, dovrà far convocare la conferenza tecnica con le strutture provinciali e regionali per l’esame congiunto delle osservazioni (passaggio ipotizzato in prima battuta tra il 9 e il 14 febbraio); quindi la convocazione della conferenza tecnica e dei legali rappresentanti degli enti per la firma dell’accordo di pianificazione (entro il 20 marzo, era stato ipotizzato da Aurigi).
Non è finita: servirà un nuovo passaggio in commissione prima di arrivare in consiglio comunale, dove sono previsti la ratifica dell’accordo di pianificazione e il voto sulle controdeduzioni che chiude il percorso della variante urbanistica (ovviamente ci sarà da vedere come voterà la maggioranza M5S). Tutto questo non dovrà avvenire entro il 31 marzo ma prima del 24 marzo. E la conferenza tecnica, come confermato da Firenze, dovrà essere convocata «non oltre il 16 febbraio», quindi tra nove giorni. Sempre che non ci sia l’intenzione di far saltare tutto.
Non si tratta solo di date e tecnicismi. Il passaggio è delicatissimo, non solo dal punto di vista politico. In ballo c’è il varo del Piano regolatore portuale (prima delle regionali). L’intenzione degli enti sembra essere quella di trovare una quadra sui tempi, ma se ciò non dovesse avvenire, la nuova legge urbanistica toscana dà alla Regione la facoltà di sostituirsi al Comune.

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