Il Tirreno

Livorno

«Persi 300 posti, addio ammortizzatori»

di Mauro Donateo
«Persi 300 posti, addio ammortizzatori»

La fotografia del segretario della Filctem su Eni: per conservare il lavoro è necessario anche scendere in piazza

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LIVORNO. Particolare attenzione al comparto industriale viene richiesto dalla Filctem Cgil in vista dell’accordo di programma su cui stanno lavorando il governo, la Regione e gli enti locali per rilanciare l’area livornese.

«Abbiamo perso 300 posti di lavoro,a oltre 70 lavoratori scadranno gli ammortizzatori sociali» afferma Fabrizio Musto, segretario generale Filctem di Livorno.

Non sono mancati riferimenti alla raffineria Eni. «Siamo contenti degli esiti dell’incontro al Mise – dice Musto dalla sede di Porta a Terra- ma non siamo ancora sereni». Infatti, se da una parte «Eni ha garantito che lo stabilimento di Livorno non viene ceduto», spiega, dall’altra «restano aperte le possibilità di ricevere offerte o eventuali alleanze, inoltre –continua- Eni ha chiesto di migliorare l’efficienza sul sito: ok, ma non bisogna ottenerla con riduzioni dell’occupazione o dei diritti dei lavoratori».

Ed è da qui che Musto si rivolge alle amministrazioni comunali di Livorno e Collesalvetti: «Nell’accordo di programma devono fare in modo che siano garantiti gli investimenti necessari per lo stabilimento, così da consolidare la presenza di Eni sul territorio. Ai lavoratori –prosegue- non bastano le promesse». Il segretario evidenzia anche l’importanza degli scioperi («è grazie anche alle proteste se siamo giunti a questo risultato»), infine, accenna all’interesse di Eni ad aprire un impianto Gnl liquido sul nostro territorio («ma sono ancora in fase di studio»).

Parlando della chiusura della centrale Enel a Livorno Musto si è detto «preoccupato per le possibili conseguenze sulle acque dei fossi». Dalla segreteria Filctem si giudica positivo il piano investimenti della Masol in porto, ma qualche dubbio non manca, come spiega Fabrizio Zannotti: «L’impianto ex Novaol che hanno acquistato l’anno scorso adesso è fermo, e a giugno scadrà la cassa integrazione straordinaria dei lavoratori, bisogna sapere che intenzioni hanno», poi aggiunge: «Vediamo con favore i progetti sul biodiesel e sulla raffineria dell’olio di palma, però si parla di 2016 e 2017, tempi troppo lunghi».

Ma Zannotti avanza anche una proposta («in attesa di conoscere tempi e posti occupazionali»), di iniziare «la formazione dei lavoratori, così da averli già qualificati una volta pronti i nuovi impianti». Altra situazione messa in risalto è quella dello stabilimento Styron (che produce lattici sintetici), che, da quando deve ricevere le materie prime via nave e non via treno per le ristrettezze sui materiali infiammabili, ha visto calare il lavoro, e «anche qui –dice Zannotti-si stanno aprendo ipotesi di cassa integrazione ordinaria». Parlando sempre di occupazione dalla Filctem chiedono chiarezza sui 38 lavoratori delle Ceramiche industriali «visto che con la precedente amministrazione erano stati presi degli impegni e ora non si sa più niente. A dicembre finiranno gli ammortizzatori sociali». Stesso discorso per gli 8 ex dipendenti Trelleborg («c’erano accordi per riqualificarli»).

All’amministrazione comunale attuale la Filctem rivolge anche «l’invito a incontrarsi per parlare di alcune imprese interessate a venire in città». Infine, si guarda all’area di Rosignano:«Qui c’è un parco industriale che funziona abbastanza bene –afferma Stefano Santini- occorre però fare in modo che certe realtà restino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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