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Dall'economista al già commissario: ecco lo scacchiere per l'Authority

di Juna Goti
Una veduta del porto di Livorno (Pentafoto)
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Una veduta del porto di Livorno (Pentafoto)

Dopo la Camera di Commercio anche Capraia fa il nome di Guerrieri (ma pensa anche a Gallanti). Il sindaco punta sulla Batini mentre la Provincia vuole «continuità». E Colle si prepara a dire la sua

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LIVORNO. Con la mossa del sindaco Filippo Nogarin si delinea lo scacchiere di nomi da proporre al ministro Lupi per la presidenza (o meglio per il commissariamento) dell’Autorità portuale di Livorno.
Giovedì 5 il primo cittadino ha candidato Nicoletta Batini, classe 1970, un lungo curriculum che l’ha portata al Fondo monetario internazionale di Washington e al ministero, dove si occupa di politiche economiche internazionali.
Non una sorpresa, per la verità: il nome di Batini circolava da tempo, anche se in molti si aspettavano che il sindaco alla fine proponesse due candidature. Invece – «dopo un lungo dibattito con il gruppo di maggioranza», come ha sottolineato lo stesso Nogarin – è arrivato un nome secco.
Un nome che all’inizio ha rischiato di spaccare i grillini, soprattutto perché esattamente un anno fa una parte del Pd aveva indicato Batini (ex simpatizzante di Grillo poi fulminata da Renzi) come candidata sindaco del fronte filo-premier. Ma è proprio per questo che oggi il suo nome potrebbe mettere in difficoltà gli stessi democratici.
Nogarin ha subito sottolineato di non aver badato all’«appartenenza» ma al «profilo tecnico». Un profilo, ha detto, che «può darci anche la garanzia di ottenere quei risultati che avevamo indicato nell’atto di indirizzo» portato dai Cinque Stelle in consiglio comunale.

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Cosa dice quell’atto? Di proporre al ministro una persona che abbia una «spiccata conoscenza dei temi legati alla portualità e all’economia dei trasporti», ed «esperienza internazionale e conoscenza dei meccanismi di finanziamento europeo» per fare «uscire il porto dalla fase di declino». Tutto questo dopo aver considerato anche che «risposte a breve termine possono trovarsi nella rinascita dei bacini di carenaggio, consentendo attività di refitting a basso impatto ambientale anche per le grandi navi» e nella «realizzazione di banchine la cui costruzione sia limitata a pochi anni, utilizzando ad esempio le vasche di colmata». Tradotto: la maggioranza, stando agli atti, vorrebbe “correggere” le previsioni in materia di bacini e Piattaforma Europa. In pratica gli elementi centrali del Piano regolatore portuale.
È qui la differenza con gli altri enti titolati ad esprimersi sulla terna di nomi da inviare al ministro: tutti si stanno orientando verso profili all’insegna della difesa del Prp così come è stato adottato, e della «continuità degli atti».
La Camera di commercio è stata la prima a scoprire le carte: le categorie puntano su Luciano Guerrieri, commissario straordinario dell’Autorità portuale di Piombino.
Nome che oggi propone ufficialmente anche il sindaco di Capraia, Gaetano Guarente. «Proporrò Guerrieri – annuncia – perché è competente, ha già fatto il presidente e il commissario a Piombino. Per me è una scelta semplice: è un innovatore, uno che guarda al futuro, conosce la portualità internazionale, può davvero essere utile al territorio». Guarente non esclude la possibilità di fare anche il nome dell’attuale presidente dell’Authority di Livorno, l’avvocato Giuliano Gallanti. «Ha fatto approvare un Piano regolatore – dice – che era datato 1953. Quel famoso piano che a qualcuno non piace, ma che individua azioni per il futuro del porto di Livorno».
A proporre come primo nome Gallanti potrebbe essere proprio la Provincia guidata dal sindaco Pd di Rosignano, Alessandro Franchi. In attesa di riunire il consiglio provinciale (martedì), Franchi ripete infatti di mettere al primo posto la necessità di condurre in porto il Prp (con la Piattaforma Europa e tutte le previsioni connesse), come elemento centrale per la costruzione dell’accordo di programma con il ministero per il rilancio e lo sviluppo di Livorno. Per questo, ripete, «occorre una figura che garantisca la continuità di questi progetti».
Si sa che il ministro in prima battuta non nominerà un presidente ma un commissario, così come sta avvenendo in tutta Italia in attesa del varo della riforma dei porti. Stando a quanto riferito dal sindaco Nogarin al consiglio comunale dopo gli incontri con il governo, il commissario sarebbe comunque scelto dalla terna di nomi fatta dagli enti locali. Ma per quanto? E con quali prospettive? Ci sarà un commissario che poi diventerà anche presidente (magari delle Authority accorpate di Livorno e Piombino) o un commissario che garantirà la chiusura del percorso del Prp, senza escludere lo stesso Gallanti, per poi passare il testimone?
Negli ultimi mesi negli ambienti portuali è circolato anche il nome del segretario generale di Palazzo Rosciano, e oggi guida della Porto 2000, Massimo Provinciali. Non è chiaro se qualcuno farà il suo nome per la terna: da una parte potrebbe suonare come uno “bocciatura” del presidente in carica, ma anche, al contrario, come una scelta nel segno della continuità a lungo termine.
Certo è che a giocare l’ultima carta potrebbe essere il Comune di Collesalvetti, che è appena entrato nella circoscrizione portuale. Il sindaco avrà il diritto di esprimere un nome? «Sarà possibile – spiega Lorenzo Bacci – appena il decreto di gennaio sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale». Insomma, anche Colle si prepara a dire la sua, anche qui nel segno della «continuità operativa». Bacci parla della necessità di chiudere il Prp e costruire l’accordo per Livorno al ministero. E si volta verso Nogarin parlando di «scelta tafazziana»: non per Nicoletta Batini, sottolinea subito, ma per quell’atto di indirizzo con cui si vuol «distruggere quanto finora condiviso e programmato, peraltro base senza la quale non avrebbe senso l'accordo per Livorno, con al centro la programmazione portuale e la darsena Europa».

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