Il Tirreno

Livorno

Nuovo furto al ristorante rubati 11 chili di carne

di Federico Lazzotti
Nuovo furto al ristorante rubati 11 chili di carne

Il colpo è avvenuto a “La Brace”, in via Gramsci. I ladri hanno forzato la saracinesca prima di fuggire con bibite, mozzarelle e anche una mannaia

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LIVORNO. I ladri ghiotti rischiano di fare indigestione. Nuovo furto ai danni di un ristorante dopo quelli denunciati nei giorni scorsi, prima nella zona intorno a via Marradi e poi al ristorante “La corte del Foho” di via dell’Antimonio. Stavolta a trovare il locale svuotato è stato il proprietario de "La Brace", al numero 66 di via Gramsci.

A raccontare quanto accaduto è il titolare, Lucian Titiriga, che ha denunciato al giornale quanto accaduto dopo aver letto degli altri colleghi vittime come lui dei ladri. «Non capisco - è la premessa - perché parlate degli altri ristoranti e non del mio».

Ecco dunque la sua ricostruzione di quello che è avvenuto nel suo locale e dei danni che ha subito.

«Venerdì scorso - racconta con molta amarezza - abbiamo chiuso il ristorante in via Gramsci e siamo andati via. A quel punto i ladri devono essere entrati forzando la saracinesca. Ci hanno rubato tutta la carne, undici chili di bistecca, altri due chili di bistecca disossata, cosce di pollo e tutte le bibite, a cominciare dalla Coca Cola e dalla Fanta. Ma i ladri hanno portato via anche la mozzarella, i pomodori e i limoni dalla vetrina, le posate, la mia mannaia che uso per tagliare la carne e tutta la cassa».

A scoprire il furto la mattina seguente, è stato lo stesso proprietario del locale che dopo aver visto il ristorante svaligiato ha chiamato i carabinieri per fare denuncia.

Una segnalazione che va ad aggiungersi a quelle arrivate nelle ultime due settimane da parte di commercianti svaligiati. Denunce che tratteggiano un quadro di una nuova criminalità, molto probabilmente legata alla fame, ma non per questo meno pericolosa, soprattutto per chi la subisce.

A questa conclusione, infatti, sono arrivati anche gli investigatori partendo da un dato evidente: la refurtiva di questo tipo di furti è quasi impossibile da rivendere sul mercato e molto probabilmente viene consumata dagli stessi ladri nelle ore successive al furto.

Questo è molto probabilmente accaduto anche la settimana scorsa quando i ladri hanno saccheggiato la “Corte del Foho”. Dal ristorante di via dell’Antimonio infatti i ladri hanno portato via una bistecca dopo averla squartata, con un coltello da macelleria, per ricavare il filetto; una lombata e poi salsicce e rosticciana. Più, liquori vari, tra cui una bottiglia di sambuca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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