Il Tirreno

Livorno

l’annuncio del garante dei detenuti

Le Sughere carcere di alta sicurezza

di Rosanna Harper

Solimano preoccupato: «Così la ristrutturazione è bloccata»

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LIVORNO. «La decisione del dipartimento amministrazione penitenziaria, è stata quella di assegnare il nuovo padiglione all'alta sicurezza. Non sappiamo ancora che tipologia di alta sicurezza sarà».

Il nuovo padiglione delle Sughere, già pronto, solo in attesa dei detenuti, sarà destinato all'alta sicurezza: accoglierà tra le 80 e le 100 persone, tutti maschi, probabilmente provenienti dal livello di alta sicurezza 3 (vicino alla media sicurezza), che racchiude reati legati alla criminalità organizzata, persone che hanno trascorso un periodo di decantazione nell'alta sicurezza. A riferirlo, durante un incontro al quale hanno partecipato la presidente del consiglio comunale Giovanna Cepparello, la vicesindaco Stella Sorgente, l'assessore al sociale Ina Dhimgjini, il capogruppo di Buongiorno Livorno Andrea Raspanti, la capogruppo di Forza Italia Elisa Amato e il responsabile osservatorio carcere camere di Livorno Ettore Puppo, è stato il garante dei detenuti Marco Solimano. Il garante non ha nascosto preoccupazioni rispetto la decisione dell'alta sicurezza, che potrebbe intaccare ulteriormente le condizioni di vita dei detenuti.

«Con l'occupazione totale del nuovo padiglione, mi chiedo come sarà possibile procedere a una ristrutturazione delle tre sezioni che, attualmente, sono destinate alla media sicurezza e che hanno bisogno di adeguamenti perché si trovano in condizioni di assoluta fatiscenza. Il nuovo padiglione era una grande occasione di ricostruire e ridefinire il senso di questa casa circondariale, con il trasferimento al suo interno di persone che avevano già fatto il loro percorso. Con l'alta sicurezza, di fatto, viene bloccato quel circuito virtuoso che permetterebbe una maggiore circolarità. Certamente siamo pronti ad accogliere chi verrà».

Qualche giorno fa – continua Solimano - è stata chiusa la sezione semi liberi che ospitava 32 persone, adesso distribuite fra l'ex transito e l'ex sezione femminile: un esubero che provocherà altri trasferimenti, dopo quelli (una trentina circa) che ci sono stati qualche giorno fa e nel periodo natalizio.

«Vogliamo garanzie di maggior tutela e di dignità: i detenuti devono usufruire di 8 ore di apertura cella, prerogativa adesso di una sola sezione, nelle docce c'è bisogno di acqua calda. C'è bisogno di incrementare percorsi culturali e artistici per dare senso al tempo dei detenuti, il carcere deve diventare un luogo di tutti. Come ufficio – conclude Solimano – faremo ogni pressione nei confronti del provveditore penitenziario affinché venga restituita dignità alle sezioni di media sicurezza».

Secondo Solimano, inoltre, è necessario procedere alla ristrutturazione dei due padiglioni chiusi due anni fa per cui sarebbero già state avviate gare di appalto. «È necessaria – ha detto Giovanna Cepparello – intraprendere una battaglia culturale contro una concezione dilagante secondo cui i diritti sono immeritati».

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