Gioco
Venti imprese nei guai perché Aamps non paga
La Cna lancia l’allarme: «I fornitori dell’azienda non riscuotono da agosto» Sospese anche le rate della moratoria. «Saldo entro il 16 o servizi a rischio»
LIVORNO. «Aamps non paga i fornitori da agosto e il Comune tace. Così sono a rischio sia le imprese creditrici, che devono fare i conti con le banche, sia la continuità del servizio». È un allarme, ma anche un ultimatum, quello che arriva dalla sede della Cna. A lanciarlo è il responsabile sindacale della Cna, Dario Talini, dopo che lunedì si sono riunite in Via Martin Luther King molte delle ditte che lavorano per l'azienda dei rifiuti (tutta di proprietà del Comune) e che da mesi aspettano di essere pagate.
Aamps, in crisi di liquidità, ha infatti interrotto sia il pagamento dei debiti rateizzati in era Rosi, sia i pagamenti correnti. Talini ricorda che l’accordo fatto in era Rosi tra l'azienda e i fornitori (circa 200, da chi si occupa dello spazzamento delle strade, come Cooplat, fino ai manutentori, ai meccanici e alle imprese di pulizie) aveva congelato i crediti vantati dalle imprese, per un ammontare di circa 20 milioni di euro, spalmandolo in pagamenti trimestrali, fino a cinque anni e a interessi zero. Nel frattempo l'ex municipalizzata si era impegnata a saldare i pagamenti correnti a trenta giorni.
«Ma i patti – riferisce Talini – sono stati mantenuti solo per qualche mese: il saldo corrente è passato da 30 a 70-80 giorni fino a quando, ad agosto dello scorso anno, Aamps ha smesso di pagare le imprese fornitrici». La moratoria, in pratica le rate del "debitone", si sono invece fermate a settembre e solo pochissime ditte hanno incassato la rata dovuta a dicembre. «Parliamo di rate che per le piccole e medie imprese arrivano anche a 25.000 euro, non spiccioli. Sono somme che possono mettere in crisi…».
In sostanza oggi la situazione è questa: Aamps ha saldato circa la metà del maxi-debito pregresso e ci sono una ventina di imprese livornesi che non solo non hanno incassato l'ultima rata di dicembre, ma da agosto non vedono un euro per i lavori che continuano a fare quotidianamente: «C’è chi fattura 5.000 euro al mese, ma anche chi ne fattura 30-40.000».
A dicembre Aamps si era impegnata a saldare tutto entro il 31 gennaio. Invece niente. «Ma queste – ripete Talini – sono imprese che poi devono fare i conti con le banche. Aamps e Comune prendano almeno un impegno scritto da portare in banca».
Così il dirigente si rivolge direttamente all'amministratore unico, Marco Di Gennaro, e al sindaco Filippo Nogarin: «La Cna esprime preoccupazione e sconcerto per come la vicenda Aamps si sta sviluppando: fino ad oggi le imprese hanno dimostrato un altissimo senso di responsabilità, sia al momento del possibile fallimento della municipalizzata, sia quotidianamente nel non aver mai fatto venir meno l'erogazione dei servizi, permettendo che la città non diventasse una discarica a cielo aperto. Ma se Aamps e il Comune continueranno ad essere un muro di gomma, questo ormai non possiamo più garantirlo». «Non possiamo infatti che prendere atto – aggiunge – che sull'intera materia della gestione dei rifiuti l'amministrazione non ha inteso, fino ad oggi, confrontarsi con le associazioni di categoria (ma noi speriamo ancora che lo faccia) né sull'aumento della tariffa né sulla sua composizione, né tanto meno sui cronici ritardi dei pagamenti alle imprese fornitrici di lavori e servizi».
«Di fronte a una situazione di grande difficoltà dell'imprenditoria locale – aggiunge – l'unica risposta è stata aumentare la già salata tariffa sui rifiuti e di non saldare i crediti alle aziende, divenuti insopportabili».
«Alla Cna come rappresentanza delle imprese – sottolinea Talini – interessa il giusto il dibattito in consiglio comunale incentrato su chi va via, su chi entra e sulle qualità o meno dell'attuale amministratore unico: lasciamo volentieri tutto questo alla politica. Alla Cna e alle imprese interessa capire come rendere equilibrato il rapporto tariffa e servizio, sapere le prospettive strategiche di Aamps, ma soprattutto sapere quando saranno pagate le imprese». Imprese che «sono stufe di lavorare con l'incertezza perenne di quando e quanto incasseranno: correttezza vorrebbe che incassassero con la stessa rapidità con cui il Comune incassa la tariffa e con le stesse condizioni». Perché «quando si deve incassare il Comune è pronto ed è rapido a colpire i ritardatari con interessi e penali, quando deve pagare no».
Così ecco l'ultimatum: «Entro il 16 febbraio le imprese attendono che siano onorati gli impegni assunti da Aamps sia sulla moratoria che sul corrente scaduto, in alcuni casi addirittura da agosto: dopo questa data Cna valuterà con le imprese le azioni da intraprendere per tutelare i loro diritti e non continuare ad accumulare ulteriori crediti».
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