Gioco
Spaccio allo stadio, arrestato un tifoso
Vende hashish sotto la Curva nord e finisce nel mirino della polizia che lo blocca in un bar: il “fumo” dentro anche a un farmaco
LIVORNO. Spaccio durante la partita del Livorno calcio, sotto la Curva Nord. E poi in un bar in zona Magenta. L’hashish l’aveva nascosta in una scatoletta del VivinC, ma anche negli slip, nel cruscotto della vettura e in casa. Nei guai un livornese di 30 anni, tifoso amaranto: la polizia lo teneva d’occhio da mesi, dopo l’episodio di spaccio allo stadio Picchi.
L'arresto della squadra mobile della polizia è avvenuto martedì mattina in piazza della Vittoria, all’enoteca caffetteria Tassara (da sottolineare che il bar e la sua gestione sono del tutto estranei alla vicenda). Gli agenti hanno seguito e poi fermato nel locale Venio Brenna: è stato bloccato nel momento in cui stava cedendo delle dosi a un cliente. Brenna, spiega la polizia, era nel mirino dallo scorso 12 ottobre, in occasione della partita Livorno-Trapani: era stato ripreso sotto gli spalti della Curva Nord, nei pressi del bar mentre, più volte durante il match, dava dei pezzettini marrone scuro (secondo gli agenti hashish), ricevendo in cambio denaro. Brenna era stato anche fotografato dalla scientifica nell'atto di cedere la roba.
Una sequenza fotografica che non gli lascia scampo: dalle immagini si vede chiaramente che il trentenne ha in mano delle dosi e poi dei contanti. Sul momento, però, il trentenne era stato solo denunciato perché era trascorsa la fragranza del reato e quindi non poteva essere arrestato. Né era stato possibile per gli agenti interrompere la partita per fare un controllo più accurato. Fatto sta che da allora Brenna è entrato nel mirino della polizia che ha messo in atto servizi di appostamento, osservazione e controllo.
Finché martedì mattina il trentenne è stato visto dagli agenti mentre nel bar di piazza Magenta dava della droga a un livornese di 43 anni, che è stato poi fermato dalla mobile per un riscontro. In particolare, gli aveva ceduto due pezzi di hashish per un totale di 0.54 grammi, come poi certificato dalle analisi della scientifica. A quel punto, è scattata la perquisizione personale, da cui è emerso che il trentenne aveva addosso 8.89 grammi di hashish, divisa in due pezzi, nascosti nelle mutante, più 1.67 grammi infilati in un tubetto plastica di VivinC. In più, nel bauletto portaoggetti del cruscotto, davanti al sedile del passeggero della Golf del giovane, in sosta davanti al bar in piazza della Vittoria, c'era un pezzone di hashish da 97.78 grammi.
Gli agenti hanno poi perquisito anche la casa di Brenna, in via Grande: lì, in un mobile della cucina, la polizia ha trovato 244.66 grammi, anche in questo caso, di hashish.
Sequestrati pure 295 euro e una bilancina di precisione marca “Texas” con sopra residui di hashish, più un cellulare Nokia Lumia. Il giovane, già conosciuto alle forze dell’ordine per episodi legati alla droga, a quel punto è stato arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio.
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