Gioco
Ricci a Nogarin: "Altro che provocazione, i soldi non ci sono"
Si infiamma il botta e risposta tra l'ex presidente dell'istituto musicale e il sindaco Nogarin. Ecco la contro-replica
LIVORNO. "Perché i 130.000 euro previsti sul bilancio 2014 (soldi veri e in cassa, si presume) ancora oggi non sono stati erogati? Lo saranno, si dice ora, ma ancora non lo sono. Perché non è stata ancora trasferita la prima tranche trimestrale dei 920.000 euro previsti per il 2015 indispensabili per pagare gli stipendi, come avveniva in passato? Una preoccupazione provocatoria la mia?”. Non si placa il botta e risposta tra l’ormai ex presidente del Mascagni, Giulio Cesare Ricci, e i vertici del Comune.
Mercoledì 4 Ricci ha deciso di dimettersi (con due giorni di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato) in aperta polemica col Comune. Il sindaco Filippo Nogarin gli ha risposto parlando di “provocazione inutile”. Ora ecco la contro-replica. “Leggo che la Cna – scrive Ricci - accusa il mancato pagamento da agosto 2014 dei fornitori Aamps. Perché? Constato che anche la social card dei poveri è stata soppressa. Perché? E ancora rilevo che sono stati tagliati i fondi a Caritas e homeless per dirottarli alla card per i poveri, insomma si toglie una minestra a un povero per dare un pezzo di pane a un altro povero. Perché? Questa è la vera domanda e che riguarda evidentemente il modo inquietante con cui si gestisce la finanza comunale da parte di questa amministrazione. Dunque la mia preoccupazione nel lasciare la presidenza del Mascagni per le sorti del nostro istituto è una forzatura provocatoria inutile o l’unico modo, legittimo e chiaro, che avevo per lanciare davanti all’opinione pubblica l’allarme sulle sorti dell’istituto?”. E aggiunge: “Chiedo ai lettori: voi cosa avreste fatto al mio posto? A Livorno si sa che fine fece il signor “Tranquillo”, e noi non siamo affatto tranquilli”.
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Poi precisa: “Nel consiglio accademico di lunedì scorso, presenti il sindaco Nogarin e l’assessore Fasulo, i presenti hanno discusso della terna per il nuovo presidente del Mascagni. A fronte della proposta avanzata dal consiglio, il signor sindaco non ha fatto alcun nome ma non ha neanche aderito alla terna proposta. Quanto tempo mai gli ci vorrà per confezionarne una? Al consiglio di amministrazione di martedì 3 febbraio il sindaco non era presente (nella replica ha fatto confusione, succede purtroppo, tra consiglio accademico e Cda). Era quella la sede per affrontare il problema delle risorse”. “Di fatto – aggiunge - a fronte di una lettera ufficiale con la richiesta di procedere “sollecitamente” alla erogazioni previste, da me inviata in data 23 gennaio 2015, né Nogarin né Fasulo hanno mai risposto. E si sa che le amministrazioni parlano per atti e non per chiacchiere. Non era il caso di preoccuparsi per questo assordante silenzio? Per considerare come il sindaco Nogarin intenda e pratichi la difesa degli interessi di Livorno, basti dire che ha sempre rifiutato di concertare con il presidente del Mascagni, che è anche coordinatore nazionale degli istituti di alta formazione e consulente del ministro, ogni utile iniziativa per conseguire l’obbiettivo di statizzare gli istituti. Perché non dovrei preoccuparmi e non denunciare pubblicamente questo singolare comportamento?”.
Così ecco che volano ancora parole grosse: “Il sindaco ha dato la stura ad alcune sgangherate offese nei miei confronti. Non mi fa né caldo né freddo. Questo linguaggio aggressivo e francamente plebeo in cui frequentemente incorre (in passato ha detto che l’ippodromo andava disinfestato dopo essere stato usato dal Pd ed ha definito “bestiali” le opposizioni in consiglio comunale) mi pare sia purtroppo la cifra della sua personalità. Come livornese non ho diritto di essere preoccupato per le sorti della nostra città, nelle mani di una persona con questo profilo?”.
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