Gioco
Musica d’operetta per costruire il parco-canile
Livorno, show al teatro delle Commedie per promuovere uno spazio polifunzionale che nasca a Vallin Buio, dove sorge la struttura per quattro zampe mai terminata
LIVORNO. Un parco-canile a disposizione di tutti i cittadini livornesi che sorga a Vallin Buio, proprio dove adesso restano i ruderi del canile mai finito e mai aperto”: è questa la proposta che un gruppo di cittadini livornesi riunitosi sotto la guida di Arci e Wilpf vuole far conoscere alla cittadinanza e all'amministrazione comunale attraverso un ricco spettacolo musicale.
Venerdì sera, a partire dalle 21, andrà infatti in scena al Nuovo Teatro delle Commedie “Operetta e dintorni per andar oltre il parco”: lo spettacolo, ad ingresso gratuito, vedrà esibirsi una trentina tra ballerine, musicisti e cantanti, tutti “entusiasti” di poter dare una mano agli amici animali. Ma che cos'è davvero un parco-canile? “Ne esistono già tanti esempi in Italia, il più famoso forse è quello di Milano- spiega Giovanna Pagani di Wilpf- il parco-canile è uno spazio polifunzionale in cui si trovino un'area per i cani, una per i bambini, una per attività socialmente utili, magari un parco ricco di piante ed anche un posto che accolga asinelli o caprette adatti per la pet-therapy”. Insomma, quello che viene illustrato dagli ideatori è un canile strettamente legato al tessuto cittadino, dove gli animali non siano imprigionati in celle ma abbiano a disposizione aree “di sgambatura” e corsi di “agility”, educatori che possano riabilitarne il comportamento ed il carattere, esperti di pet teraphy che li facciano interagire con i bambini, i diversamente abili e gli anziani fruitori del parco. Oppure, perché no, con i detenuti del carcere o con gli ospiti delle comunità di cura per le tossicodipendenze.
“Questo favorirebbe le adozioni, oltre ad arricchire la comunità sia a livello umano che educativo” spiega il veterinario Andrea Del Pero, che rilancia: “Sarebbe bello, poi, che il canile fosse affidato, tramite un bando pubblico, ad una delle tante associazioni di protezione e cura animali che esistono sul territorio”. Ad oggi, il Comune, non avendo a disposizione un canile, paga alcune cliniche private affinché si prendano cura dei cani per i primi due mesi dalla “cattura” per poi inviarli ad altri canili della Regione (ogni esemplare si porta dietro una precisa somma economica). “Sarebbe più opportuno- spiega Del Pero- che il bando preveda una cifra fissa, indipendente dal numero dei cani assistiti. Solo in questo modo i gestori sarebbero invogliati a farli adottare invece che tenerli rinchiusi”. E le aree? “Quella dove sorge il canile è pubblica ed anche le altre dovrebbero esserlo. Altrimenti esistono gli espropri..” risponde ancora De Pero, che non nasconde la speranza che il progetto possa bloccare tutti i futuri tentativi di costruire a Vallin Buio inceneritori e stoccaggi rifiuti vari. “Vogliamo lanciare un sasso in questa Livorno che vediamo così stagnante” conclude Giovanna Pagani, che insiste: “Venite numerosi!”.
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