Il Tirreno

Livorno

«I soldi dove sono?» E il presidente Ricci si dimette in anticipo

LIVORNO. A due giorni dalla scadenza del mandato, Giulio Cesare Ricci ha deciso di dimettersi da presidente del Mascagni. In polemica soprattutto col Comune. «Ormai la questione degli istituti...

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LIVORNO. A due giorni dalla scadenza del mandato, Giulio Cesare Ricci ha deciso di dimettersi da presidente del Mascagni. In polemica soprattutto col Comune.

«Ormai la questione degli istituti superiori di studi musicali – scrive in una lunga lettera – è all'attenzione del governo. Infatti, non solo il disegno di legge che definisce modi e tempi del loro passaggio allo Stato è in una fase avanzata, ma, nel 2014, è anche stato trasferito agli istituti un contributo statale che è previsto anche nel bilancio del 2015». Poi «la Regione ha approvato un finanziamento triennale ai tre istituti Toscani: già liquidato per il 2014, è previsto anche per i due anni successivi».

«Ma paradossalmente – va all’attacco Ricci – per il Mascagni il problema nasce proprio a Livorno, nel rapporto fra l'istituto e il territorio». Perché «il bilancio 2014 è ancora in attesa di somme che dovevano venire come contributo degli enti locali e ancora si attendono sicurezze sui contributi per il 2015». «La Provincia – entra nel merito – grazie all'impegno di Giorgio Kutufà aveva confermato un contributo di 180.000 euro a saldo del bilancio 2014 ma, al momento, la somma non è stata ancora liquidata al Mascagni. È pur vero che il neo presidente Alessandro Franchi si è impegnato a liquidare la somma entro il febbraio 2015». Quanto al Comune, «il sindaco Filippo Nogarin in persona, dopo un ampio confronto in Consiglio comunale, confermava la volontà di trasferire al Mascagni la somma che ancora mancava al contributo stanziato per il 2014, vale a dire 130.000 euro. Il sindaco, però, non ha ritenuto di rispondere alle mie lettere né l'assessore Serafino Fasulo, al quale anche mi sono rivolto, sembrava avere informazioni in proposito. C'è, invero, una tardiva conferma di attenzione, proprio di questi giorni, ma generica al punto che non si sa quando il Comune trasferirà all'istituto il saldo del finanziamento 2014 né se e quando trasferirà un acconto per il 2015 né, infine, si hanno certezze in merito alla misura del finanziamento per il 2015».

«È dunque legittima – va avanti – la preoccupazione che ho consegnato al Cda nell'ultima seduta del 3 febbraio». Perché «al bilancio 2014 mancano ancora 310.000 euro (180 dalla Provincia e 130 dal Comune), su cui si faceva legittimamente affidamento per il bilancio dell'esercizio chiuso più di un mese fa. E per il 2015 non ci sono certezze concrete». Ricci parla di «situazione preoccupante e paradossale», quando rivendica che «è a Livorno, al Mascagni e per iniziativa del presidente del Mascagni, che nasce il percorso grazie al quale oggi è vicina la soluzione della questione degli Istituti musicali» e che «è il sottoscritto a rappresentare a livello nazionale tutti gli istituti italiani» ed «è il sindaco di Livorno a rappresentare l'Anci nel consesso dei soggetti implicati nella vicenda». Quindi «sarebbe uno smacco insostenibile per Livorno se, per ragioni totalmente estranee all'interesse dei cittadini di questo territorio, il nostro Mascagni non riuscisse a sopravvivere fino alla chiusura del percorso di statizzazione degli istituti che proprio a Livorno abbiamo avviato tre anni fa, e se la città dovesse così perdere la sua università della musica».

«È a fronte di questa situazione – conclude – che ho deciso di dimettermi, ad appena due giorni dalla scadenza del mandato, con un gesto che può avere anche il sapore della provocazione per richiamare l'attenzione di tutti sulla gravità del momento, che vede a rischio perfino la possibilità di corrispondere gli stipendi a docenti e personale non docente».

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