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"Niente soldi al Mascagni dal Comune", Ricci si dimette
Il presidente dell'istituto musicale: "Lasciare a due soli giorni dalla scadenza del mandato è il modo che mi resta per richiamare l’attenzione sul problema. Il Mascagni rappresenta gli istituti musicali al livello nazionale e sarebbe insopportabile se proprio noi rischiassimo di chiudere"
LIVORNO. A due giorni dalla data di scadenza del mandato, Giulio Cesare Ricci si dimette dalla presidenza dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Pietro Mascagni di Livorno in polemica col Comune. "Il Comune di Livorno non ha ancora liquidato i 130.000 euro a saldo del contributo annuale del 2014 - scrive Ricci in una nota - Questo fatto accresce la preoccupazione rispetto alla reale volontà di far sopravvivere il finanziamento per il 2015, confermato a voce nella misura dell’anno precedente, salvaguardandolo dai tagli poderosi cui, con ogni probabilità, sarà sottoposto il bilancio comunale".
Ecco nel dettaglio il pensiero di Ricci in una lunga nota: "In questa ultima settimana della mia presidenza all’Issm Mascagni, ho ritenuto di puntualizzare con il Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto quella che è la situazione presente. Ormai la questione degli ISSM è all’attenzione del Governo. Infatti, non solo il disegno di legge che definisce modi e tempi del loro passaggio allo Stato è in una fase avanzata dell’iter parlamentare, ma, nel 2014, è anche stato trasferito agli Istituti un contributo statale, che è previsto anche nel bilancio dello Stato per il 2015".
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Ricci spiega che la Regione Toscana ha approvato un finanziamento triennale ai tre Istituti Toscani - Mascagni di Livorno, Boccherini di Lucca e Franci di Siena, e che questo finanziamento, già liquidato per l’anno 2014, è previsto anche per i due anni successivi. "Ma, paradossalmente, per il Mascagni il problema nasce proprio a Livorno, nel rapporto fra l’Istituto e il territorio. Perché il bilancio 2014 dell’Istituto è ancora in attesa di somme che dovevano venire come contributo degli enti locali e ancora si attendono sicurezze in merito ai contributi per il bilancio 2015".
Ricci entra nel merito e spiega come stanno le cose secondo il suo punto di vista. "La Provincia, grazie all’impegno del presidente Giorgio Kutufà, aveva confermato un contributo di 180 mila euro a saldo del bilancio 2014 ma, al momento, la somma non è stata ancora liquidata al Mascagni. È pur vero che il neo presidente Alessandro Franchi si è impegnato a liquidare la somma entro il febbraio 2015. Quanto al Comune, il sindaco Filippo Nogarin in persona, dopo un ampio confronto in Consiglio comunale tra governo e opposizioni, confermava la volontà di trasferire al Mascagni la somma che ancora mancava al contributo stanziato per il 2014, vale a dire 130 mila euro".
Ma ecco la polemica con il Comun e col primo cittadino in particolare: "Il sindaco Nogarin, però - dice Ricci - non ha ritenuto di rispondere alle mie lettere né l’assessore Serafino Fasulo, al quale anche mi sono rivolto, sembrava avere informazioni in proposito. C’è, invero, una tardiva conferma di attenzione, proprio di questi giorni, ma generica al punto che non si sa quando il Comune trasferirà al bilancio dell’Istituto il saldo del finanziamento 2014 né se e quando trasferirà un acconto per il contributo 2015 né, infine, si hanno certezze in merito alla misura del finanziamento per il 2015. È dunque legittima la preoccupazione che ho consegnato al Consiglio d’Amministrazione, nell’ultima seduta da me presieduta lo scorso martedì 3 febbraio. Perché, a ben guardare, si deve pur ammettere che al bilancio 2014 dell’Istituto mancano ancora, alla data di oggi, 310 mila euro (180 dalla Provincia e 130 dal Comune), su cui si faceva legittimamente affidamento per il bilancio dell’esercizio chiuso più di un mese fa".
E per il 2015 - precisa Ricci - non ci sono certezze concrete.
"Se si escludono il finanziamento statale e quello della Regione Toscana, e anche tenuto conto delle assicurazioni, pur affidabilissime, del presidente Franchi, resta l’incognita su quanto vorrà davvero fare il Comune, tanto per il 2014 quanto per il 2015 - spiega ilò presidente uscente dell'istituto - E questo mentre gli altri anni gli enti locali avevano già corrisposto, a questa data, un consistente anticipo sul finanziamento annuale, nella consapevolezza che il loro contributo è quello che, finora, consente il funzionamento della scuola e il pagamento degli stipendi dei docenti e del personale tutto. Così si genera una situazione preoccupante e anche paradossale.Perché è a Livorno, al Mascagni e per iniziativa del presidente del Mascagni, che nasce il percorso grazie al quale oggi è vicina la soluzione della questione degli ISSM, generata dalla mancata applicazione della legge 508/99 di riforma degli studi artistici e musicali".
Ricci rivendica quindi il ruolo leader del mascagni al livello nazionale: "È il presidente del Mascagni, vale a dire il sottoscritto, che rappresenta a livello nazionale tutti gli Istituti italiani. Ed è il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, a rappresentare l’ANCI nel consesso dei soggetti implicati nella vicenda. Dunque, in buona sostanza, il sindaco Nogarin ed io siamo i rappresentanti degli interessi altissimi dei territori e delle istituzioni in questa partita: per Livorno e per il Mascagni ma anche per gli altri Comuni e Istituti italiani".
"E sarebbe uno smacco insostenibile per Livorno se, per ragioni totalmente estranee all’interesse dei cittadini di questo territorio, il nostro Mascagni non riuscisse a sopravvivere fino alla chiusura del percorso di statizzazione degli ISSM - continua Ricci - che proprio a Livorno abbiamo avviato tre anni fa, e se la città dovesse, così, perdere la sua Università della Musica".
"È a fronte di questa situazione che ho deciso di dimettermi, ad appena due giorni dalla scadenza del mandato, con un gesto che può avere anche il sapore della provocazione per richiamare l’attenzione di tutti sulla gravità del momento, che vede a rischio perfino la possibilità di corrispondere gli stipendi a docenti e personale non docente. Perché lo Stato e la Regione hanno dato risposta concreta, trasferendo i fondi del 2014 e iscrivendo a bilancio quelli del 2015, il Governo, e quelli 2015 e del 2016 la Regione Toscana. La Provincia di Livorno si è impegnata a liquidare il residuo del contributo 2014 ed è di ieri (martedì 3 febbraio ndr) anche la rassicurazione del presidente Franchi, che garantisce tempi certi e ravvicinati per l’operazione".
Non posso, perciò, che essere molto preoccupato. Dimettermi a due soli giorni dalla scadenza del mandato è il modo che mi resta per richiamare l’attenzione sul problema.
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