Lutto
Piscine, in nove rischiano il posto
Livorno, se entro 10 giorni non si arriverà a un accordo tra sindacati e Officina dello Sport scatteranno i licenziamenti. 21mila ore di esubero, ipotesi part time collettivo
LIVORNO. Resta poco più di una settimana per trovare una soluzione alternativa al licenziamento di oltre un terzo degli addetti di Officina dello Sport. Se in questa corsa contro il tempo non arriverà un'intesa tra i sindacati e la società che gestisce le piscine comunali, quest'ultima sarà legittimata dalla legge a mettere a casa fino a 9 lavoratori (su un totale di 24), al termine della procedura di mobilità aperta il 5 gennaio e in scadenza tra 10 giorni.
Ieri Beppe Luongo (Cgil) e Alberto Faccendoni (Cisl) hanno aggiornato i consiglieri in terza commissione: «Con la società - dicono in coro - abbiamo divergenze sugli strumenti di tutela. Officina dello Sport ha dichiarato la necessità di ridurre 21mila ore di lavoro all’anno. Ci auguriamo - aggiungono - di chiudere la partita senza licenziamenti, ma le soluzioni possibili, sulle quali la società ancora prende tempo, sono comunque penalizzanti».
L'ipotesi è una riduzione di orario (da full-time a part-time) insieme a un demansionamento, che vedrebbe impiegati di primo livello costretti a occuparsi della pulizia degli impianti Bastia e Camalich-Neri.
I sindacati chiedono un intervento deciso dell'amministrazione: «Verifichi se quanto offerto dal soggetto gestore rispetta ciò che è stipulato nella concessione. Se i servizi legati a piscine e attività sportive sono adeguati, la domanda sarà maggiore e così sarà più facile tutelare il lavoro. Se invece il gestore non è in grado di assicurare tali servizi, il Comune ha il diritto e il dovere di intervenire».
«Siamo presenti sulla questione - replica l'assessore al lavoro Francesca Martini - ma Officina dello Sport non è una partecipata del Comune, bensì una società privata, e noi non possiamo agire fino a quando non c'è un contrasto con la concessione. Ad oggi i sindacati non ci hanno dato niente di scritto che dimostri eventuali inadempienze, ma abbiamo comunque allertato gli uffici e siamo pronti a intervenire per tutelare i lavoratori». «Nel piano industriale di Officina dello Sport - attacca Raspanti (Bl) - non c'era traccia di riduzione d'organico: non sono accettabili licenziamenti dopo che la società ha usufruito della cassa integrazione e dei 3 milioni del Comune per le ristrutturazioni degli impianti». «Nella concessione - gli fa eco Batini (M5s) - si parla di mantenimento di numero e condizioni retributive del personale della Livorno Sport». Per Amato (Fi) è necessario verificare le indiscrezioni secondo le quali «la società da un lato licenzia e dall'altro fa assunzioni a tempo determinato». Duro Cannito (Città Diversa): «L'amministrazione deve uscire dalla logica dell'ultimo minuto. Non può cascare dalle nuvole, doveva attivarsi per tempo».
La commissione si chiude con l'impegno dei consiglieri (di maggioranza e opposizione) a ritrovarsi a breve per un'audizione dei vertici di Officina dello Sport. In futuro ci sarà invece un sopralluogo agli impianti, per verificare l'esito dei lavori e la presenza o meno degli inconvenienti lamentati da alcuni frequentatori delle piscine.
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