Il Tirreno

Livorno

gli insulti ai volontari

La promessa dell'Asl: non si ripeterà più una situazione simile

Un mezzo della Misericordia di Montenero impegnato sul Romito
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Un mezzo della Misericordia di Montenero impegnato sul Romito

Livorno, in una nota la direzione di viale Alfieri risponde al governatore della Misericordia di Montenero. "Ma certi toni in pubblico non favoriscono la collaborazione..."

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LIVORNO. "Abbiamo incontrato la responsabile dell’associazione e dato immediata e piena disponibilità a condividere e individuare una nuova procedura per casi di quel tipo”. Così l’Asl risponde - con una nota - alla dura lettera con cui Elena Del Corso, governatore della Misericordia di Montenero, accusava il personale del pronto soccorso di aver insultato e minacciato i volontari dell’ambulanza, richiamati dal 118 in ospedale per una profilassi necessaria dopo aver accompagnato un paziente per una presunta meningite.

Secondo l’Asl, dalla ricostruzione fatta, "emergono una serie di circostanze contingenti e di malintesi che si sono tradotte in un contenzioso spiacevole che, sicuramente, non si sarebbe dovuto nemmeno aprire".

“A fronte di questo l’Azienda si impegna a rivedere i passaggi del processo assistenziale che saranno codificati in una specifica procedura organizzativa adottata nelle prossime ore e che stabilirà, in base alle evidenze scientifiche, quali sono gli atti da compiere e chi li debba compiere”, si legge in una nota.

Ad incontrare la Del Corso è stato direttamente il direttore del Pronto Soccorso di Livorno, Paolo Pennati.

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L’Asl evidenzia però che “la normativa vigente in tema di profilassi del contagio della meningite meningococcica preveda l’utilizzo di antibiotici esclusivamente nel caso di contatti protratti nel tempo con condivisione prolungata di un ambiente chiuso oppure a seguito di manovre rianimatorie da parte dei soccorritori. La competenza ad accertare la necessità della profilassi è della Uoc Igiene Pubblica e del Territorio, che deve essere immediatamente informata dei casi di ispezione meningococcica e intervenire per quanto di sua competenza. L’Azienda, chiamando i soccorritori, ha dimostrato una attenzione nei confronti dei volontari che può, quindi, essere considerata quasi “un eccesso di zelo”. L’eccessiva facilità del ricorso alla somministrazione del farmaco apre, tra l’altro, temi rilevanti da valutare con attenzione su eventuali responsabilità nel caso di shock anafilattico per reazioni allergiche a seguito di profilassi non necessarie”.

Infine una riflessione sulle associazioni di volontariato, che – aveva evidenziato il governatore della Misericordia di Montenero – si sentono abbandonate da parte dell’azienda sanitaria. “Conferiamo l’apprezzamento sempre dimostrato nei confronti delle Associazioni di Volontariato e dei soccorritori che operano all’interno di esse e si scusa delle spiacevoli incomprensioni sorte”.

E poi un messaggio che sembra tanto voler dire: laviamo i panni sporchi in casa. “Ricordiamo la possibilità, al di là dei momenti previsti all’interno degli organismi paritetici che regolano in maniera periodica i rapporti tra Azienda e Associazioni, che la attuale Direzione ha sempre lasciato un canale diretto per la presentazione e risoluzione delle problematiche che possano presentarsi senza il bisogno di utilizzare toni e modalità pubbliche che certo non favoriscono lo sviluppo di un rapporto sereno e collaborativo".                    

 

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