Gioco
La promessa del sindaco Bacci «Chi è responsabile del crac delle piscine deve pagare»
Livorno, è stato l’attuale primo cittadino a denunciare nel 2009 le presunte irregolarità: l’obiettivo è riaprire l’impianto
COLLESALVETTI. «Chi ha avuto delle responsabilità in questa storia, dovrà comunque risarcire i cittadini di Collesalvetti che in questi anni hanno rischiato di restare stritolati da questo investimento. Da parte nostra abbiamo già chiesto alla Procura di accedere agli atti così da poterci muovere sia a livello civile sia a livello di Corte dei Conti. L’obiettivo in ogni caso è duplice: evitare che i cittadini debbano pagare un euro alle banche e riaprire, anche con una formula diversa la Cittadella dello Sport».
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Il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci è stato il primo, a metà agosto del 2009 a denunciare alla Procura le presunte irregolarità nell’affidamento dei lavori, nella realizzazione e nella gestione dell’impianto polifunzionale e soprattutto nella sottoscrizione da parte del Comune della fidejussione da quasi 4 milioni di euro a copertura dell’investimento.
Sindaco, cosa cambia adesso che la Procura ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per prescrizione?
«Abbiamo già fatto richiesta dei documenti, che avrò tra qualche giorno. Noi abbiamo sempre avuto un fine: tutelare la comunità rispetto all’esposizione finanziaria che questa operazione ha prodotto. Se c’è una colpa porteremo avanti la tutela dell’immagine e delle casse del Comune. In passato le banche ci hanno chiesto la riscossione della fidejussione da 4 milioni di euro più gli interessi. Noi ci siamo opposto. E adesso siamo fermi dopo che il giudice ha detto che vuole verificare le responsabilità. Ora se dalle carte emergono responsabiltà di banche, società e tutti i protagonisti dell’operazione tutto sarà usato nelle sedi dovute, prima di tutto la sede civile, per un’azione di rivalsa su due aspetti: immagine e di cassa.
Per ora quanto ci ha rimesso il Comune?
«Un milione di euro, quello versato nei primi due anni del mio mandato. Ma noi adesso non vogliamo più tirare fuori una lira. C’è una situazione dove sotto i due milioni di euro, cioè la cifra stimata del bene, non c’è danno erariale».
Ma adesso fine farà la “Cittadella dello Sport”?
«Con questa decisone non cambia la prospettiva. È da sempre all’attenzione del mercato che purtroppo non ha risposto. Il Comune ha sempre detto di presentarsi, siamo disposti a venire incontro a qualsiasi imprenditore si presenti. L’auspicio è che con la ripresa del mercato si trovi qualcuno che possa investire. Negli anni d’accordo con il curatore del fallimento c’è stato un recupero di alcune zone, fatta eccezione per le piscine».
Oggi sarebbe possibile fare la stessa operazione eseguita dall’amministrazione per la costruzione della Cittadella?
«Dovessi prendere in mano una situazione simile la imposterei in maniera diversa...»
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