Il Tirreno

Livorno

le domeniche dei livornesi

Il weekend? Tutti in fila al museo o in biblioteca

di Cristiana Grasso
Tutti in fila alla biblioteca labronica (foto Vincenzoni)
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Tutti in fila alla biblioteca labronica (foto Vincenzoni)

Livorno, una grande follla a villa Mimbelli e alla Labronica. L’assessore Fasulo: «Abbiamo lavorato per far conoscere i nostri tesori». Guarda le foto

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LIVORNO. È stata una domenica fredda ma soleggiata eppure non tutti i livornesi hanno scelto di trascorrerla con la classica passeggiata sul lungomare oppure con una full immersion nello shopping all’Ipercoop. Coppie, famiglie con bambini, single di tutte le età hanno infatti affollato il Museo Fattori di Villa Mimbelli e la Biblioteca Labronica dove, in concomitanza con l’apertura straodinaria e gratuita domenicale erano state organizzate inziative tipo visite guidate e animazione. Quasi 400 sono stati i visitatori del museo in questa domenica speciale, e tra questi solo una ventina di “forestieri”, gente che aveva prenotato la visita dalle città vicine. Anche il tour della biblioteca di Villa Fabbricotti ha avuto un notevole appeal: circa 150 i visitatori. Quasi un assalto all'inizio, alle ore 16, con l'apertura della biblioteca e l'inizio della visita guidata, poi tanta gente arrivata alla spicciolata.

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Un successo che un po’sorprende e che è decisamente controtendenza rispetto al cliché del livornese allergico alla cultura e disposto a muoversi solo per obiettivi goderecci per il corpo e non per la mente. Ma l’assessore alla cultura del Comune, Serafino Fasulo, non è poi così sorpreso: «Questo risultato, che ovviamente ci riempie di orgoglio, è anche la dimostrazione che se certe iniziative vengono adeguatamente pubblicizzate, i livornesi sono ben felici di approfittarne. In questo caso io credo che il merito del boom di presenze stia nella maggiore visibilità e nella diffusione capillare dei programmi legati a queste due strutture». Fasulo racconta di aver convocato all’inizio del suo mandato tutti i dirigenti scolastici, soprattutto delle primarie e delle materne, proprio per coinvolgere insegnanti, bambini e quindi anche genitori, in questi progetti, di aver portato a cinque le giornate in cui il museo lavora con gli studenti. Insomma, il successo delle domeniche gratuite non è legato solo al gusto del risparmio. «Perché anche gli altri giorni c’è stato un incremento di presenze. Certo le domeniche gratuite - spiega Fasulo - hanno aiutato a far conoscere questa struttura. E poi ci sono le iniziative, percorsi specifici per bambini e tour assistiti per gli adulti, così come alla biblioteca l’allestimento di mostre d’arte contemporanea non è più occasionale ma sistematica. Quella in corso ora, Ars in Fabula, che coinvolge 13 artisti livornesi, sta riscuotendo per esempio molto successo. Insomma c’è un lavoro dietro a questo fenomeno. E molto si sono dati da fare anche gli attivisti Cinque Stelle che hanno propagandato queste iniziative, curato l’organizzazione. Abbiamo dei tesori in casa ma ma dobbiamo anche stimolare la gente a conioscerli e ad apprezzarli».

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Del resto la biblioteca e il museo sono davvero dei contenitori di arte e cultura, di opere rare e pregevoli, di memorie livornesi di alto spessore. «La nostra colelzione di macchiaioli è seconda solo a quella di Firenze- dice ancora Fasulo - e abbiamo anche molto da dire e da esporre in tema di arte cntemporanea. Ed ora è il momento di valorizzare questo patrimonio che, come nel caso dei macchiaioli, significa anche valorizzare gli artisti labronici». Infatti per l’arte contemporanea si sta lavorando ai Bottini dell’Olio e nei piani dell’amministrazione c’è anche la riapertura della Casa della Cultura in piazza Guerrazzi.

E c’è un filo conduttore con la nuova vita del museo di Villa Mimbelli che da quest’anno sarà accompagnato dall’aforisma “Fattori Contemporaneo” proprio a sottolineare la sua apertura alla città, il suo dinamismo di luogo di studio, formazione e innovazione e che continuerà ad essere aperto gratuitamente ogni prima domenica del mese, con la sua collezione civica permanente, dislocata sui tre piani della Villa, che conta le grandi tele di Giovanni Fattori e di altri esponenti della corrente dei Macchiaioli e con lo speciale allestimento di arte sacra a piano terra.

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