Il Tirreno

Livorno

l'inchiesta di collesalvetti

A fondo l’inchiesta sulla truffa alle piscine, «Resta a galla solo la bancarotta»

di Federico Lazzotti
Le piscine di Collesalvetti come'erano e come sono
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Le piscine di Collesalvetti come'erano e come sono

Livorno, chiesta l’archiviazione della maxi indagine sui presunti abusi nella costruzione della "Cittadella dello Sport". «Il reato è prescritto». In 6 indagati per il crac della Sesport srl: fatti sparire 3,5 milioni di euro

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LIVORNO. La Cittadella dello Sport, alle porte di Collesalvetti, rischia di spronfondare. Scricchiolano le fondamenta costruite con materiali scadenti e affonda, trascinata nell’oblio della Giustizia dal tempo, l’inchiesta della Procura sulla presunta maxi truffa da quasi 4 milioni di euro e sull’abuso d’ufficio nel quale erano coinvolti politici e imprenditori; a cominciare dall’ex sindaco Nicola Nista, 57 anni, e dell’attuale direttore della Cna provinciale Marco Valtriani, 60.

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A galla, a distanza di quasi 6 anni dall’inizio dell’indagine dei carabinieri restano comunque le responsabilità di molti indagati - come scrive il pubblico ministero Giuseppe Rizzo nella richiesta di archiviazione per prescrizione - e un’indagine bis sulla bancarotta fraudolenta per oltre 3,5 milioni di euro compiuta dai vertici dalla società che ha avuto dal Comune l’affidamento diretto dell’appalto pubblico e nella quale sono stati indagati in sei, tra cui il padre della Uisp Toscana Lorenzo Riddi, 85 anni.

Tutto inizia il 16 aprile 2004, giorno in cui il consiglio comunale di Colle, guidato dall'allora sindaco Nista, diventato poi assessore provinciale, affida alla Sesport srl (capitale sociale 27.000 euro), i lavori da 3,8 milioni di euro per la realizzazione della Cittadella: un impianto polifunzionale da sogno alle porte della cittadina con campi di calcetto, piscine, e baby parking. Ma il peggio per le casse pubbliche arriva due mesi più tardi, siamo a giugno, quando l'amministrazione firma una fidejussione bancaria da 3,8 milioni di euro a garanzia del mutuo stipulato tra la Srl e l'istituto Mediocredito Trentino Alto Adige spa.

Una mossa che di fatto impicca il Comune nonostante l’assicurazione, nel momento in cui la Sesport salta dopo aver incassato il prestito e così il cerino del debito resta sulle spalle dei cittadini: padroni di un bene che vale meno del debito. Al centro del raggiro - secondo la Procura - c’è il nome di Marco Poles, 60 anni. Nelle carte lo troviamo tanto nella Sesport quanto nella società sportiva dilettantistica Nuoto Collesalvetti che ha poi gestito, sebbene per pochi mesi, l’impianto. Della Sesport figura come consigliere: è la società di cui la moglie Cristina Bronchi è proprietaria per un decimo e finita nel mirino degli inquirenti insieme alla Gis srl (che ne ha l'altro 90% e della quale a sua volta essa possiede il 5%). Della Nuoto Colle, invece, è amministratore unico ma anche proprietario al 90% (il resto è nelle mani della moglie).

Ma Poles viene visto nell'indagine anche come qualcosa di più: l'anello di congiunzione con le imprese della galassia Cna. Sarebbe lui ad aver affidato i lavori a imprenditori che circolano in quell’ambiente. Oltre all'ex sindaco, nei guai con l'accusa di abuso d'ufficio era finito Riccardo Alonzo, ex segretario comunale a Colle, ora in pensione. Per truffa aggravata in concorso, sono stati indagati oltre a Valtriani, Claudio Martelli, 60, suo vice, Luca Bernini, membro della direzione provinciale, Daniele Giusti, ex presidente provinciale dell'organizzazione degli artigiani, la moglie di Poles Cristina Bronchi, Marcello Galligani, 63, e Domenico Berti.

«Questi soggetti - era la contestazione - avrebbero partecipato al progetto con le loro ditte e non sono coinvolti nei loro ruoli pubblici. Ma con questo giochino - spiegano gli investigatori - sono spariti quasi 1,5 milioni di euro». Una somma che è pari alla differenza tra il mutuo erogato e il valore effettivo della Cittadella.

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Aggiunge con molta amarezza chi ha indagato: «La richiesta di archiviazione è una decisione che ci rattrista, soprattutto per le conferme che nel corso dell’inchiesta abbiamo trovato, ma l’esposto del sindaco Lorenzo Bacci, è arrivato nell’agosto del 2009 quando dal reato era già passati oltre 5 anni». Ventiquattro mesi più tardi per la legge il reato era già prescritto.

È andando a caccia dei soldi che mancano all’appello che è nata un'altra indagine che potrebbe dare delle risposte ad alcuni dubbi rimasti sospesi. L'inchiesta bis è venuta a galla nel momento in cui la Sesport è stata dichiarata fallita, alla metà del 2011. È andando a spulciare visure camerali, fatture, entrate e uscite della Srl che la Procura ha scoperto elementi ritenuti "molto interessanti". Ad esempio è emerso che la Sesport srl è per il 90% di proprietà della Gis srl, società in liquidazione con sede in via Marradi, per la quale è stato chiesto il fallimento. Alla sua guida c'è Luca Bernini, il vice è Domenico Berti. Entrambi indagati per il caso piscine così come è indagata la Bronchi. Indagati anche tre dei quattro consiglieri d'amministrazione: Marcello Galligani, Claudio Martelli e Daniele Giusti, quest'ultimo presidente della Sesport.

 

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