Il Tirreno

Livorno

«Variante non progettata per il traffico che ha oggi»

di Giorgio Carlini
«Variante non progettata per il traffico che ha oggi»

Il comandante della polizia stradale: «Svincoli impegnativi, arteria costruita non immaginando l’attuale circolazione. Ma diminuire i limiti non basta»

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LIVORNO. «La Variante è stata costruita anni orsono, e probabilmente all'epoca non era stata pensata per le attuali esigenze di circolazione». Bruno Agnifili, comandante della polizia stradale di Livorno, per il suo ruolo preferisce misurare le parole, ma la traduzione della sua frase è chiara: la conformazione di quella strada è vecchia, non è più attuale e soprattutto rispondente alla portata di traffico che oggi si trova a sostenere.

E’ l’ennesima conferma di quello che il Tirreno va dicendo da anni: la Variante è pericolosa e l’allargamento più volte annunciato (prima nell’ambito del Lotto Zero, poi nelle compensazioni derivanti dall’annullamento dello stesso Lotto Zero) non può continuare a restare un sogno nel cassetto.

«L'abbassamento del limite di velocità? Ho i miei dubbi che possa essere un palliativo sufficiente a evitare incidenti e ingorghi», aggiunge Agnifili, riferendosi all’idea lanciata sul Tirreno dal capo della polizia municipale Riccardo Pucciarelli. «Certo, alcuni svincoli sono particolarmente impegnativi, ma fino a quando gli automobilisti non torneranno a usare il buon senso alla guida non potremo fare altro che assistere a situazioni di questo tipo». E’ su questo tasto che il comandante della polizia stradale punta soprattutto, ammettendo d’altra parte la conformazione non del tutto perfetta e non sempre capace di sostenere l'alto numero di veicoli in transito.

«Certo - aggiunge - sostenere che l'arteria non sia a norma è un'altra cosa. E comunque stando ai nostri rilevamenti, le cause della stragrande maggioranza dei sinistri riconducono al non rispetto del codice della strada da parte degli automobilisti».

Secondo Agnifili è vero che la Variante, in determinati orari della giornata, fatica a sopportare volumi di traffico elevati. Ma è proprio in quei momenti che i conducenti dovrebbero dimostrare quella maggiore prudenza che spesso viene a mancare. «Mi riferisco - sottolinea - alle fasce di orario dei pendolari che da casa si dirigono al lavoro e viceversa, ma anche alle situazioni di condizioni climatiche negative, quando c'è pioggia o scarsa visibilità. Se in questi casi ci fosse un maggiore rispetto delle regole, molti incidenti non si verificherebbero».

Va detto però che le criticità della Variante saltano fuori anche di fronte a un banale guasto di una macchina, senza che per forza ci sia una collisione tra veicoli. L'assenza di corsie di emergenza crea restringimenti e lunghe code anche quando una sola macchina è in panne (per non parlare della difficoltà di intervento degli addetti ai lavori per spostare il veicolo fermo). Senza dimenticare che la zona di Porta a Terra sta ancora aspettando la realizzazione di adeguate corsie di accelerazione, che dovrebbero garantire un inserimento più comodo in carreggiata, al posto delle attuali intersezioni molto pericolose.

«Sono osservazioni sensate - fa presente Agnifili - ma le risposte spettano all'ente proprietario della Variante (l'Anas, ndr). Come rappresentante del corpo di polizia stradale - prosegue il comandante - mi limito a far notare che tutte le strade sono problematiche se chi le utilizza lo fa nel non rispetto delle norme. In Variante si verificano molti piccoli incidenti, come tamponamenti e scontri laterali, che pregiudicano il regolare andamento della circolazione. Questi sono causati per la maggior parte da eccessiva velocità, mancate precedenze, distrazioni alla guida, immissioni o sorpassi azzardati». Si tratta ovviamente di una serie di aspetti che non riguardano solo la Variante: «È un atteggiamento comune in tutta Italia. In molti dimenticano che guidare un veicolo è un'attività da affrontare in modo quasi professionale: ognuno pensa di poter fare qualsiasi altra cosa mentre guida. C'è chi si distrae, chi parla al cellulare, chi non mette la freccia, chi svolta all'improvviso».

Chiusura sulla riflessione del comandante dei vigili urbani, Riccardo Pucciarelli, sull'eventualità di diminuire il limite di velocità fino ai 70 chilometri orari in presenza degli svincoli della Variante: «Il cambiamento dei limiti di velocità è un aspetto tecnico che né io né il comandante Pucciarelli possiamo decidere senza uno studio e una valutazione approfondita dell'ente proprietario della strada. Ovviamente - conclude Agnifili - con velocità minori l'entità degli impatti diminuirebbe e forse anche il numero di sinistri sarebbe inferiore. Ma non so quanto questo accorgimento sarebbe efficace senza il rispetto delle norme di comportamento di chi si mette alla guida».

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