Il Tirreno

Livorno

Il ladro della pausa pranzo svaligia cinque negozi

di Lara Loreti
Il ladro della pausa pranzo svaligia cinque negozi

Prima il colpo da Marini in via Nievo, poi i furti in due macellerie, una lavanderia e una fioraia nel giro di un’ora. I carabinieri indagano sulle impronte digitali

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LIVORNO. Il bottino più ricco l’ha messo su alla macelleria Banti di via Borsi: tre prosciutti Parma per un valore di 600 euro più altrettanti soldi in contanti. Un vero buongustaio, ma anche una sorta di Speedy Gonzales il malvivente che venerdì scorso, nella pausa pranzo, ha fatto razzia in diverse attività commerciali: nel giro di un’ora è riuscito - da solo o forse con l’aiuto di un complice - a mettere a segno cinque colpi. Un record: al furto da Marini in viale Ippolito Nievo, se ne aggiungono infatti altri quattro fatti in pieno centro.

Dopo essere stato visto poco dopo le 13 di venerdì allo storico negozio di forniture di materiale elettrico di via Nievo, un’altra cittadina ha notato il giovane (lo stesso?) intorno alle 14, mentre tentava di intrufolarsi nella Bottega del Fiore in via Ferrigni 93. «Una signora che abita di fronte al nostro negozio – racconta Linda Matteucci, una collaboratrice della fioraia titolare – ha riferito di aver visto un giovane che prendeva a calci la porta del nostro negozio nel tentativo di aprirla». Ma non ce l’ha fatta. Allora quel ragazzo ha preso una chiave inglese che aveva in tasca e ha cominciato ad armeggiare intorno alla serratura. A quel punto è entrata in scena la testimone, che ha cominciato a urlare, rivolgendosi al giovane: «Vattene via, la titolare è andata a prendere un caffè, ora torna». E così facendo lo ha messo in fuga. Un tentativo di furto non riuscito, che però era stato preceduto da un altro colpo che invece purtroppo era andato a segno nella notte tra lunedì e martedì, dalla stessa fioraia. «La porta in quel caso era stata forzata con un piede di porco - racconta Matteucci - e il ladro era riuscito a portare via 25 euro dalla cassa».

Ma torniamo a venerdì. Il ladro della pausa pranzo ha fatto visita anche alla macelleria Taccola di via Redi. Lo racconta lo stesso titolare, Alessandro Taccola: «Io sono uscito dal negozio alle 13.40, ma dieci minuti dopo ci sono tornato perché avevo dimenticato una cosa. Dopo mezzora, alle 14.20, mi ha chiamato un amico che abita di fronte al mio negozio, per dirmi che l’ingresso era stato forzato. Mi sono precipitato e ho visto che la porta era stata buttata giù a spinte, e all’interno del locale era tutto all’aria. Gli scaffali erano stati rovesciati, uno in particolare era caduto sul vetro del bancone, ma per fortuna senza romperlo. Se l’avesse danneggiato mi avrebbe procurato un danno da 2-3000 euro: è un vetro temperato ed è molto costoso». Dalla verifica fatta dal titolare è venuto fuori che il ladro non era riuscito a portare via nulla. Nel negozio non ci sono telecamere.

Non è tutto: il ladro alla stessa ora ha preso di mira anche la lavanderia Passani, in via delle Grazie, angolo via Cambini. Il malvivente è riuscito a rubare 150 euro di incassi e un orologio. Pochi passi più in là dalla lavanderia, ecco un nuovo obiettivo: la macelleria, Banti in via Borsi. «Saranno state le 14.10, 14.15 al massimo», dice il titolare, Stefano Banti. Quindi pochi minuti dopo le intrusioni già avvenute in lavanderia e dalla fioraia. In questo caso, il ladro si dà ancora più da fare e, fallito il tentativo di forzare la porta di ingresso, si ingegna nel cercare un varco per penetrare nel negozio. Lo trova nella finestrella basculante di vetro che sovrasta la porta principale, fissata lateralmente con dei ferretti, che vengono tagliati. La finestra è coperta da una tapparella, che però non è un deterrente sufficiente a scoraggiare il ladro (forse aiutato da un complice), il quale non esita ad arrampicarsi per raggiungere quella apertura. «Di solito la chiudo sempre - racconta Banti - questa volta l’ho lasciata aperta perché “tanto, ho detto a mia moglie, tra un paio di ore al massimo saremo di nuovo qua”. E così siamo andati a portare la spesa a una signora a Banditella, e poi a casa. Alle 16 eravamo di nuovo in negozio. Il punto è che nella fretta avevamo lasciato l’incasso dentro...». Per la gioia del ladro. Non è escluso che il malvivente si sia travestito da operaio per entrare: una volta dentro, porta via 600 euro e tre prosciutti. E nella fretta lascia un’orma di scarpa da tennis sul bancone e l’impronta di una mano rivestita da un guanto. Ieri mattina i carabinieri hanno fatto i rilievi scientifici, nella speranza di risalire all’autore. «Ho fatto denuncia, ora spero che dalle impronte venga fuori qualcosa - dice Banti - La cosa che davvero mi sorprende è che in questa strada a quell’ora c’è un traffico incredibile. Il ladro non si è per nulla lasciato impressionare dal via vai, per questo penso che si sia finto un operaio. Poi, nel tardo pomeriggio, una cliente mi ha detto che in pausa pranzo aveva visto la tapparella del mio negozio rotta, cosa che l’aveva molto sorpresa...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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