Italia
Pd, il fronte filo-Bacci candida Bellandi alle primarie comunali
Ha 38 anni ed è il segretario del circolo Ambiente e Servizi Oggi anche l’area Conforti-De Filicaia indicherà un nome
LIVORNO. Si chiama Federico Bellandi e spegnerà a luglio 38 candeline sulla torta di compleanno: è lui il candidato messo in pista per le primarie in vista dell’elezione del numero uno della segreteria comunale da parte dell’area dei renziani che fanno più strettamente riferimento al neo-leader territoriale Lorenzo Bacci.
Il nome è saltato fuori al termine della riunione di ieri pomeriggio: fumata bianca per Bellandi, che ha in tasca la maturità conseguita al liceo Enriques e esperienze lavorative prima al call center Vodafone (nel 2002), poi da Castorama (nel 2003), infine all’Asa (dall’aprile dell’anno successivo). Dal sette anni è attivo come delegato sindacale nella Rsu Asa in quota Filctem Cgil. Abbastanza recente è invece la sua iscrizione al Partito democratico (2012): in casa dem è attualmente segretario del circolo Ambiente e servizi.
In precedenza erano rimbalzati anche i nomi di altre candidature interne all’area renziana. Ma alla fine l’ha spuntata Bellandi.
Si chiarisce dunque uno dei tasselli del puzzle della sfida che tornerà a mettere a confronto le varie anime del Pd che hanno duellato poche settimane fa portando all’elezione di Lorenzo Bacci al primo turno per un esiguo numero di schede. Ben distanziati gli altri contendenti ma è chiaro che la principale sfida era quella di mandare Bacci al ballottaggio per poi riaprire i giochi interni con accordi e alleanze.
Proprio dall’antagonista principale di Bacci in quel round della vita interna del Pd arriva l’annuncio che oggi verrà ufficializzata la candidatura: a metterla in pista sarà il gruppo che ha candidato Leonardo Conforti alla precedente tornata di primarie e che rappresenta quella fetta del Pd più vicina all’ex segretario Jari De Filicaia.
Resta da capire come si muoveranno le altre componenti del partito per questo nuovo appuntamento che deve contribuire a chiarire gli assetti interni di un Partito democratico che sta cercando di rimettersi in piedi dopo la batosta della sconfitta alle elezioni amministratve del maggio-giugno scorso.
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