Il Tirreno

Livorno

Imprese-nonne: ben 42 hanno più di un secolo

di Roberto Riu
Imprese-nonne: ben 42 hanno più di un secolo

La ditta che aveva il lasciapassare di Napoleone e l’albergo di Churchill, Toscanini e Pirandello

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sono quarantadue le ditte livornesi attualmente iscritte nel Registro delle imprese storiche presso la Camera di Commercio ed istituito a livello nazionale da UnionCamere nel 2011 per valorizzare quelle attività che, nello loro longevità, sono state capaci di coniugare innovazione e tradizione, aprendosi al mondo e nel contempo significare il proprio radicamento nel tessuto economico locale: alcune delle imprese storiche livornesi esistevano già ai primi dell'Ottocento, quando insomma Napoleone era sempre «folgorante in solio», per dirla col Manzoni, e non aveva ancora sofferto la rovinosa sconfitta di Waterloo e l'esilio a Sant'Elena.

Molte hanno conosciuto il passaggio dal granducato lorenese all'Unità d'Italia e tutte hanno, in qualche modo, superato due guerre mondiali riuscendo ad arrivare vive e vegete sino ai giorni nostri tramandandosi di padre in figlio oppure attraverso successive configurazioni societarie: una vitalità duratura che ha qualcosa di straordinario considerando che un'impresa, soprattutto a livello di ditta individuale, raramente va oltre la seconda generazione.

DUE NUOVI INGRESSI

Alle quaranta imprese storiche livornesi iscritte dal 2011-2012 se ne sono appena aggiunte altre due: la ditta Oreste Bitossi e l'Albergo Miramare, che ieri mattina hanno ricevuto il riconoscimento ufficiale durante una cerimonia appositamente svoltasi nella sala Capraia della Camera di commercio con la partecipazione di Sergio Costalli, presidente dell'ente camerale, e di Gianfranco Simoncini, assessore regionale alle attività produttive, credito e lavoro.

Attiva da ben duecentosette anni la ditta Oreste Bitossi ottiene nel 1808 un lasciapassare di Napoleone Bonaparte, al tempo re d'Italia ed imperatore dei Francesi, recante l'autorizzazione a trasportare materie prime da Livorno a Montelupo Fiorentino, luogo celebre per la produzione di ceramica artistica.

Da allora la ditta livornese ha sempre operato nell'importazione e distribuzione di materie prime (sabbie) per le industrie del vetro, del cristallo, della ceramica e della fonderia.

Risale invece al 1912 l'inaugurazione del Grand Hotel Miramare di Castiglioncello che è tuttora gestito dalla famiglia Monti; ampliato negli anni '50 l'albergo ha ospitato moltissimi esponenti della politica, dell'aristocrazia, della cultura e dell'arte: dal pittore Oscar Ghiglia al direttore d'orchestra Arturo Toscanini, dallo scrittore Giovanni Papini al drammaturgo Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934.

Negli anni '60-'70 ha quindi dato alloggio a diverse celebrità del cinema, da Alberto Sordi a Marcello Mastroianni, e durante le riprese de “Il sorpasso”, diretto nel 1962 da Dino Risi, vi soggiornò tutto il cast che comprendeva Vittorio Gassman, Catherine Spaak e Jean-Louis Trintignant.

Una targa, apposta nell'agosto del 1984 all'ingresso dell'edificio e voluta da Giovanni Spadolini, ricorda inoltre che nel 1944 il premier britannico Winston Churchill vi incontrò alcuni ufficiali Alleati.

L'iscrizione al Registro delle imprese storiche avviene su richiesta e pertanto è probabile che le ditte ultracentenarie tuttora esistenti siano in realtà assai più numerose ed il panorama sia perciò ancora più variegato dal punto di vista del settore e della tipologia di attività esercitate.

Nella quarantina di imprese storiche livornesi troviamo ancora una forte impronta delle attività economiche a cui la nostra città è storicamente legata.

E' il caso dell'editoria dove spicca la casa editrice Salomone Belforte attiva dal 1805 quando viene dato alle stampe un libro di preghiere (Selichot, ovvero orazioni penitenziali) in ebraico da recitare in preparazione delle festività (Yom Kippur, etc.).

Restando nel settore vanno poi ricordate la Debatte Otello (del 1897), le Grafiche Favillini (del 1886) e la Benvenuti & Cavaciocchi (del 1908).

NEL REGNO DEL PORTO

E' rilevante, e non potrebbe essere diversamente, la presenza di imprese storiche livornesi legate al mare ed alla portualità: nel registro vediamo iscritte l'Agenzia marittima Giovanni Vajo (del 1879), la ditta di Autotrasporti Mario Cavallini (del 1851), la Cesare Fremura (del 1894), la Pilade Giani (del 1904), la G. Panessa & C. (del 1909), la Del Corona & Scardigli (del 1874), la William Shepherd (Fanfani srl, del 1875) e la Fratelli Neri, attiva dal 1905 nel settore dei rimorchi portuali e nei salvataggi marittimi.

Risulta in qualche modo legata alla portualità livornese anche la ditta Arcaffè che, fondata dai fratelli Antonio e Luigi Meschini nel 1895, si occupa del commercio e della torrefazione di caffè in prevalenza proveniente dal Centro America.

E, restando in argomento, non si può non parlare del Bar Civili, aperto in via Del Vigna dal 1889 e noto per il ponce alla livornese, una delle icone della nostra città, mentre la produzione di liquori è invece rappresentata dalla premiata ditta Emilio Borsi attiva dal 1800 a Castagneto Carducci nella produzione di elisir alla china Calisaja.

ANCHE LE DITTE BALNEARI

Guardando alla Livorno balneare, anch'essa di tradizione ultrasecolare, si segnalano quindi i Bagni Paolieri di Quercianella.

Nel panorama delle imprese storiche livornesi troviamo inoltre il commercio di abbigliamento (Tanzini dal 1890), la norcineria Battaglia (dal 1885), la Cheddite (cartucce, dal 1900), la De Micheli & Wassmuth (assicurazioni, dal 1881), la ditta Scali (profumi, dal 1903), Enrico Fernandez Affricano (import-export olio, dal 1896), la Frangerini (edilizia, dal 1907), la Fratelli La Comba (commercio elettrodomestici, dal 1829), la M2 di Nello Macchini (infissi, dal 1906), la macelleria Frangia (a Collesalvetti, dal 1893), la Oreste Mondanelli Casalinghi e giocattoli (dal 1865), l'albergo Orlandi Montallegro (dal 1889), lo studio fotografico comm. Enrico Giambruni (dal 1908), la ottica-foto Ciampi (dal 1898) e la Tommaso Lomi, attiva nella lavorazione di marmi dal 1859.

Anche se l'insediamento produttivo è dal 2007 trasferito a Lorenzana (Pisa) non si può infine dimenticare la Cereria Graziani, la fabbrica di candele fondata a Livorno nel 1805 da Abramo Graziani utilizzando all'epoca cera importata dall'India.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web