Gioco
Un’inchiesta per ricostruire lo schianto
La Procura di Pisa ha già indagato con l’accusa di omicidio colposo il conducente dell’altra auto
LIVORNO. Sarà l’inchiesta aperta dalla Procura di Pisa a ricostruire dinamica ed eventuali responsabilità dello schianto mortale avvenuto lunedì pomeriggio sul viale D’Annunzio e nel quale ha per so la vita l’incursore del nono reggimento Col Moschin Alessandro Solimine.
Per il momento il pubblico ministero ha iscritto nel registro degli indagati il conducente della Renaul Megane, David Rizzo, 45 anni, di Tirrenia. L’uomo era diretto verso casa quando ha raccontato di essersi trovato di fronte la Fiat Panda guidata dal paracadutista residente in via del Larderel.
All’indomani dell’incidente, la Procura ha disposto l’autopsia. La necessità dell’esame autoptico è stata considerata dalla per stabilire con certezza l’entità delle lesioni sia interne sia a livello di fratture ossee in modo da ricostruire con precisione l’andatura della Renault Megane. L’unica cosa certa che emerge dalle indagini è che il militare sia morto sul colpo.
Il guidatore della Renault ai vigili urbani che hanno effettuato i rilievi dell’incidente ha dichiarato di aver visto all’improvviso l’auto di Solimine in mezzo alla strada e di non essere riuscito a evitarla. Sulla velocità della Megane si concentrano le attività della Procura.
Il punto di impatto è a una settantina di metri dal luogo in cui le due auto si sono fermate. La Panda stava facendo inversione a “u” per dirigersi verso il litorale in un tratto con la linea discontinua. La Megane l’ha centrata in pieno sulla fiancata destra sbalzandola per decine di metri.
Ecco perché, molto probabilmente servirà una perizia tecnica per ricostruire quello che è avvenuto. Dunque velocità e manovra della macchina della vittima al centro degli accertamenti.
Solo quando la consulenza sarà consegnata in Procura, il pubblico ministero deciderà se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del conducente della Renault Megane oppure archiviare la posizione del quarantacinquenne nel caso in cui il suo comportamento alla guida non abbia direttamente causato il decesso dell’incursore del Col Moschin.
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