Il Tirreno

Livorno

i pasti dei bambini

Scuole, nuovo bando per migliorare il servizio mensa

di Mauro Donateo
Bambini alla mensa scolastica
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Bambini alla mensa scolastica

Ad annunciarlo è la vicesindaco Stella Sorgente che critica le scelte ereditate dalla passata amministrazione sui costi

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LIVORNO. Il cibo che mangiano i nostri bambini nelle scuole ha un tasso di gradimento più che sufficiente sia a livello quantitativo che qualitativo. Lo confermano i giudizi mensili degli insegnanti e i controlli che fanno i responsabili della commissione mensa. «Le tabelle dietetiche – afferma Franca Sala, responsabile comunale del servizio ristorazione- offrono menù appetibili e salutari». Detto questo, però, durante l’assemblea pubblica voluta mercoledì dalla vicesindaco Stella Sorgente, non sono mancate le critiche da parte dei genitori sui servizi mensa erogati dal Comune. L’incontro si è svolto nel salone della circoscrizione 1 di via Gobetti.

Il servizio. Sono 6.708 i bambini iscritti al servizio mensa, ai quali si aggiungono 472 operatori per un totale di 7.180 utenti. Considerando le assenze giornaliere, il Comune arriva ad offrire in media 6.200 pasti al giorno, e come spiega Massimiliano Bendinelli, dirigente comunale del settore educazione e sport, «parliamo di un servizio di dimensioni industriali, che impegna il 4% del bilancio comunale».Ad occuparsi dei pasti è la società Cir Food, mentre alla distribuzione ci pensa Cooplat. Bisogna sottolineare che da parte dell’amministrazione c’è piena attenzione verso la qualità degli alimenti, che provengono per il 58% da agricoltura biologica e per il 2% sono Dop e Igp. Inoltre, ci sono diete personalizzate a seconda delle esigenze dei bimbi. «In ogni caso –commenta Sala– cerchiamo di educare alla dieta mediterranea: consumo moderato di carne, e tanta frutta e verdura». Qualche genitore mugugna sulle quantità delle porzioni, ma la responsabile del servizio mensa ribatte: «Le nostre tabelle sono stabilite dal dipartimento della Sanità Toscana».

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«Troppo cari». A destare maggiori proteste sono le rette che le famiglie sono costrette a pagare per il servizio ristorazione. Dalla platea qualcuno dichiara di «pagare 135 euro al mese per la mensa di mia figlia», sottolineando «che rispetto ad altre città Livorno è cara, e che non è giusto che se la bambina non usufruisce del servizio ci venga scalato solo 1.85 euro al giorno». Un altro genitore, invece, chiede se è possibile ridurre i costi avendo un centro cottura in città, visto che «Cir Food ha due punti di preparazione a Guasticce e a Ospedaletto, comportando maggiori spese per il trasporto». Qualche mamma denuncia anche che la figlia «è rimasta senza il secondo piatto perché era stato fatto male il calcolo delle prenotazioni».

Nuovo bando. «Tutte queste osservazioni sono più che legittime – commenta Sorgente – per questo vogliamo incontrarvi». Poi cerca di spiegare la radice del problema: «Il costo pasto – spiega la vicesindaco – al Comune viene a costare sui 5 euro, e questo lo abbiamo ereditato dalla gestione passata». Ma Sorgente va anche oltre: «Forse chi ci ha preceduto non ha osato abbastanza in sede di gara di appalto per il contenimento dei costi». Allo stesso tempo Bendinelli precisa che «le famiglie pagano meno rispetto al prezzo totale della mensa, infatti il Comune oltre alle rette usa fondi per coprire i costi», mentre Sala cerca di giustificare le scelte passate («la qualità purtroppo ha un prezzo»). Ed è qui che Stella Sorgente annuncia: «Presto faremo il nuovo bando per la gestione del servizio mensa».

Lotta ai furbi. Sul banco delle accuse, però, finiscono anche i morosi e gli evasori fiscali: «Nel 10% delle esenzioni totali ci sono quelli che ne hanno davvero diritto, ma anche chi fa il furbetto», tuona la vicesindaco, che promette battaglia verso le persone che dichiarano il falso.

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