Gioco
Il liceo Enriques mette in cattedra i nostri campioni della scherma
Il maestro Vannini porta in aula gli iridati e olimpionici Andrea Baldini e Simone Vanni Per gli studenti dell’indirizzo sportivo 24 ore di corso teorico e pratico su questa disciplina
LIVORNO. Porte spalancate al liceo scientifico Enriques per la scherma. A portarla nella classe 1° E dell'indirizzo sportivo, il maestro Marco Vannini. L'ultima lezione martedì scorso, con due invitati d'eccezione: i super campioni, mondiali e olimpici, Andrea Baldini e Simone Vanni. «Di un corso durato complessivamente 24 ore, solamente un paio sono state completamente teoriche, in aula Magna, con l'ausilio di file audio-video e diapositive PowerPoint. Nelle altre, invece, alla teoria è stata sempre abbinata la pratica», spiega il maestro Vannini. E aggiunge: "La scuola ha acquistato, a inizio anno, dei kit specifici, dalla ditta Eurofencing, studiati per soddisfare esigenze di questo tipo di approccio alla disciplina sportiva. Le lezioni si svolgevano, alternativamente, il martedì e venerdì, dalle ore 12 alle ore 14, presso la Sezione giovanile delle Fiamme Oro oppure all'Accademia della Scherma al Modigliani Forum. Al trasporto degli allievi era deputato un bus della Provincia. E al termine delle lezioni gli allievi erano attesi dai loro genitori».
Difficoltà incontrate?
«Praticamente nessuna. La classe è stata molto collaborativa e, fin dai primi momenti, ha mostrato interesse per le tematiche affrontate, a testimonianza che la scelta dell'indirizzo è stato fatto con cognizione di causa». Tra gli alunni c'era anche qualche schermitore? «Sì tre. Niccolò Cillari, Edoardo Castellani e Filippo Marchi». Argomenti trattati? «I principi fondamentali della scherma e delle sue tre specialità: fioretto, sciabola e spada. Ma anche nozioni su temi importanti quali la metodologia d'allenamento dello schermitore. E l'importanza dell'investimento nello sport, di alto livello e giovanile, dello Stato attraverso i gruppi sportivi militari». Più interesse per la teoria o la pratica? «Per la pratica senza ombra di dubbio. Ma anche sulle questioni teoriche partecipazione e interesse sono stati molto attivi». Sono state fatte anche prove di verifica? «Sì un compito scritto strutturato. Ovvero un test a crocette. Con domande con risposte a scelta multipla». Com'è andato? «Bene. Anzi benissimo. Il voto più basso è stato sette e mezzo. In quella e altre circostanze mi sono reso conto che tra quegli allievi c'era qualche talento innato per la scherma, purtroppo, ahimè, ormai perso perché si è dedicato ad altre discipline sportive».
Con la scherma gli studenti hanno chiuso?
«In teoria dovrebbero proseguire fino alla conclusione del ciclo scolastico, al 5° anno. Una volta superato l'esame di stato dovrebbero aver acquisito il diritto a sostenere almeno l'esame tecnico di 1° livello: ex Istruttore regionale, presso la Federazione italiana scherma».
Un'ultima lezione con due super campioni in cattedra accanto a lei?
«Sì proprio così. Entrambi hanno vinto il campionato del mondo di fioretto individuale e olimpico a squadre. Per non parlare dell'infinità di successi ottenuti da entrambi. Per questo alla lezione ho dato il titolo: Con l'oro in mano».
Com'è andata?
«E' stata una lezione-incontro fantastica. Simone Vanni e Andrea Baldini, ma non avevo dubbi, si sono dimostrati, campioni veri, disponibili, coi piedi per terra e anche ironici. Prerogative, come avevo già detto in classe, di campioni, grazie alle quali hanno ottenuto, quello che hanno ottenuto, nella loro carriera sportiva. Non solo per il loro talento, ma anche e soprattutto per aver saputo far tesoro e trarre insegnamenti anche dalle loro esperienze "sportivamente drammatiche"».
Cosa hanno detto?
«Andrea Baldini si è soffermato sul periodo vissuto a ridosso delle Olimpiadi di Pechino. E ha raccontato quelle vicissitudini, quando da un momento all'altro gli crollò il mondo addosso. Simone Vanni ha parlato della dolorosa separazione dal maestro Antonio Di Ciolo. Quello che entrambi hanno detto è stato, per me, l'input giusto puntualizzare che le persone che fanno sport sono un po' speciali, perché al di là dei titoli, fare sport aiuta, senza ombra di dubbio, a diventare una persona migliore di quella che non sarebbe mai stata se non l'avesse fatto».
Prima di concludere Marco Vannini chiosa: «Vorrei ringraziare le Fiamme Oro come Polizia dello Stato per la bella accoglienza nella sala della sezione giovanile durante le lezioni del martedì. L'Accademia della Scherma perché ha garantito l'uso della sala e dei materiali per lo svolgimento delle lezioni del venerdì. Il professor Massimo Paganucci perché mi è stato vicino quando ho avuto bisogno di un aiuto, anche forte della sua esperienza di docente scolastico. I professori Manuli e Isolani perché sono un po' l'anima di questo liceo a indirizzo sportivo».
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