Toscana
Call center, spunta l’ipotesi di una proroga di sei mesi della commessa Seat
Nell'incontro al ministero emerge l'ipotesi - tutta da verificare - di una proroga di sei mesi della commessa di Seat al call center dove in 450 rischiano il posto. Ma nel presidio dei lavoratori sotto la prefettura emergono dubbi: non è la soluzione
LIVORNO. Nell'incontro al ministero dello sviluppo economico sulla crisi del call center People Care di Guasticce – in ballo oltre 400 posti di lavoro – è spuntata la possibilità di una proroga di sei mesi della commessa Seat, come chiesto dal viceministro Claudio De Vincenti per "dar modo alla società di ricercare e trovare nuove commesse così da poter garantire la continuità occupazionale", ha sottolineato l'assessore regionale Gianfranco Simoncini, presente all'incontro insieme al sindaco di Colle Lorenzo Bacci e all'assessore livornese Francesca Martini (mentre per i sindacati erano al tavolo Strazzullo, Luongo e Bellandi per la Cgil, Serao e Pacchiani per la Cisl, Orlandi, Torrigiani e Silvestri per la Uil).
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#peoplecare , possibile proroga di sei mesi della commessa Seat http://t.co/0hbTcW0mYa
— Gianfranco Simoncini (@GianfrancoSimo1) 29 Gennaio 2015In virtù della richiesta del ministero, Seat ha dato la disponibilità a valutare una proposta di proroga che sarà presentata fra qualche giorno da People Care. Dopo il faccia a faccia fra le due società, le parti torneranno a vedersi al tavolo ministeriale.
Simoncini riferisce che si è dovuto prender atto del fatto che Seat intende riportare al proprio interno alcune attività finora date all'esterno come quella affidata al call center di Guasticce. Insieme a Bacci insiste a auspicare che le nuove opportunità possano "concretizzarsi in tempi brevi", così da "permettere il ritiro delle procedure di mobilità".
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Da parte sindacale si esprime cautela ma al tempo stesso l'eventualità di far slittare da maggio a novembre la fine della commessa Seat - dice Maria Torrigiani (Uil) - fa arrivare a dieci mesi il lasso di tempo perché People Care vada in cerca di nuove opportunità, confidando anche nell'impegno del governo a riscrivere la normativa del settore call center per impedire che in questo campo la concorrenza sia un Far West.
Nel frattempo, gli addetti del call center si sono rivolti al prefetto Tiziana Costantino.Quel che è certo, hanno fatto sapere le lavoratrici, è che Seat non era presente al tavolo. «Il prefetto – spiega Elisabetta Cipolli, rappresentate Cobas, lavoratrice di People Care da dieci anni – ha dato ampia disponibilità. L’impegno principale è quello di mantenere l'occupazione, anche attivando un contatto con la Regione, la volontà è quella di scongiurare la perdita di lavoro di 450 persone, in un momento così delicato per il territorio livornese».
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Ma l’ipotesi di una proroga della commessa non ha suscitato commenti positivi in molti dei lavoratori presenti al presidio sotto la Prefettura, una cinquantina circa. «Sei mesi in più non sono la soluzione al problema: potrebbe essere un segnale positivo, ma allo stato attuale non risolverebbe le cose», dice Tamara Garbuglia, dirigente Slc-Cgil, lavoratrice da nove anni del call center, che vede con favore l'interessamento del prefetto («è sicuramente positivo, un canale percorribile»). Anche in caso di prolungamento della commessa – fanno sapere le lavoratrici – le condizioni di Seat andrebbero verso un abbassamento del costo del lavoro.
«Allungare il brodo per altri sei mesi – segnala Alberto Lenzi, da dieci anni al call center – non è la risposta. È indispensabile puntare sulla qualità del lavoro offerta da noi lavoratori, trovare un canale di interlocuzione con Seat». Valentina e Erika chiedono di continuare a lavorare: «Siamo disposte a prendere anche altre commesse: l’abbiamo fatto in passato, con Findomestic e Credem, poi spostate verso Torino nel marzo scorso. Perdere il lavoro significherebbe, ora come ora, perdere qualsiasi prospettiva futura».
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