Il Tirreno

Livorno

viabilità

Variante fuori norma: le corsie sono troppo strette

Una fila sulla variante dopo  un incidente
◗
Una fila sulla variante dopo un incidente

L'ingegner Caturegli attacca: "Andrebbe allargata e lo spazio per farlo ci sarebbe". E l'Aci chiede delle vere corsie d'emergenza

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «La Variante nel tratto da Stagno a Salviano ha dimensioni che non rispettano le normative di legge». Michele Caturegli, oggi ai vertici di Asa, per anni dirigente del Comune, lo ripete di nuovo dopo l'ennesimo incidente, questa volta l'incendio di un'auto, che ha mandato in tilt l'arteria stradale. Caturegli per tutto il periodo in cui il centro commerciale a nord della città è stato realizzato, è stato fra i tecnici comunali che hanno seguito le vicende della costruzione degli svincoli che dalla Variante conducono nella zona di Ipercoop, Modigliani Forum e così via. «Sapete da quanto tempo l'Anas deve allargare la Variante fra Salviano e Stagno? Altro che costruzione della Porta a terra. Sono anni e anni che deve farlo», dice.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10759682:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10759682:1652258145/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

E aggancia i problemi della carreggiata principale - di competenza Anas - ai problemi degli svincoli. «E' proprio la carreggiata principale a non rispondere ai criteri minimi di legge - sostiene Caturegli - per cui anche le strade che immettono sulla Variante risentono di questi problemi». Anche sugli svincoli in entrata Caturegli mette qualche puntino sulle ì. «Per la verità non si tratta neppure di corsie di accelerazione vere e proprie - sottolinea Caturegli -. La viabilità di collegamento fra la Porta a terra e la Variante è costituita da corsie di immissione, che sono un'altra cosa. La prova? Il fatto che l'Anas ha preteso dall'amministrazione che quella corsia si concludesse con uno stop». E in effetti così è, come si sarà accorto chiunque: le corsie dalle quali le auto si immettono sulla Variante nel tratto in cui la strada è più stretta hanno tutte il cartello di stop, anziché il triangolo a pancia in giù che indica l’obbligo di dare la precedenza. E guai a pensare di dar solo la precedenza uscendo dallo svincolo di Porta a Terra, ancor di più dallo svincolo sud, dove è opportuno attendere bene che non passi nessuno per immettersi e l’entrata è decisamente difficoltosa.

Caturegli spiega anche che lo spazio per allargare la Variante Aurelia non manca. Basta dare un'occhiata dalla strada verso la Porta a terra per rendersene conto. «Sì - conferma l’ingegnere oggi direttore in Asa - fra la strada e la Porta a terra c'è tutto lo spazio per poter intervenire. E' l'Anas che deve farlo». «Il progetto per allargare la sede stradale non a norma c’era - rivela Caturegli - ma evidentemente è rimasto in un cassetto. D’altra parte basta guardare gli svincoli di Porta a Terra, per esempio quello che esce dal distributore Q8 in direzione nord: sono stati costruiti ad una distanza tale che avrebbe consentito l’allargamento della sede stradale. Ma di fatto non è mai stata allargata».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10759685:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10759685:1652258145/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Cartelli a segnalazione variabile da posizionare lungo la Variante e in entrata ai vari svincoli. Li chiede l’Aci. «Sono fondamentali per fornire agli automobilisti le indicazioni del caso, al fine di evitare l'inutile ingresso e il conseguente imbottigliamento di veicoli aggiuntivi quando la strada è in tilt o addirittura sono accaduti eventi che di lì a breve ne comporteranno la chiusura», dice Riccardo Heusch, presidente della commissione traffico dell’Automobil Club. «Su questo punto, da anni il nostro ente richiede invano il posizionamento di tale strumento lungo tutti gli ingressi della Variante Aurelia. La quale, complice l'assoluta assenza di una fondamentale corsia di emergenza, puntualmente rimane congestionata in caso di sinistro, come è accaduto negli ultimi episodi verificatisi giovedì 22 gennaio e, ancora più di recente, martedì scorso», continua Heusch.

Ma è sulla mancanza di una corsia di emergenza che l’Aci da tempo si sofferma: «La Variante manca in materia di sicurezza - dice Heusch -. I mezzi di soccorso, che siano pattuglie, ambulanze o carri, sono infatti costretti a raggiungere il luogo dell'incidente in direzione opposta a quella prevista dalla segnaletica visto che lo spazio della carreggiata è già originariamente ridotto al minimo e nel progetto non è stata prevista alcuna corsia speciale. Una lacuna che crea direttamente un'ulteriore situazione critica, sia a livello di pericolosità della manovra, sia sotto il profilo dei tempi di intervento che finiscono per allungarsi non poco». Heusch affronta poi la questione degli svincoli, che definisce “monchi”, perché «non consentono al guidatore di godere di una sufficiente visibilità per effettuare una manovra fluida».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web