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Porto 2000, la Regione vigila sulla vendita

Porto 2000, la Regione vigila sulla vendita

La mozione di Ruggeri impegna Rossi a mettere dei paletti alla cessione delle quote dell’Authority

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LIVORNO. Il futuro del porto di Livorno ha messo in agitazione il consiglio regionale. Ieri il parlamentino di Palazzo Panciatichi ha provato a mettere i paletti alla cessione delle quote di Porto di Livorno 2000 impegnando con una mozione l'azione del presidente della Regione Enrico Rossi. Sarà che la cooperativa fiorentina Cft è uscita allo scoperto manifestando il suo interesse a un'alleanza con la Compagnia portuale. Da mettere in conto poi che è iniziato il conto alla rovescia per la cessione delle quote. L'Autorità portuale pubblicherà il bando tra un paio di settimane. Ma prima dovrà sentire il Comitato portuale dove c'è la Regione. Fatto sta che la mozione - promossa dai consiglieri Pd Marco Ruggeri, Ivan Ferrucci e Lucia De Robertis e dalla capogruppo di Toscana civica riformista Marta Gazzarri - rigetta la svendita delle quote societarie, chiede un bando dove siano resi espliciti il progetto industriale e la salvaguardia dei livelli occupazionali. E ancora.

«Noi – spiega Marco Ruggeri che ha seguito in prima persona la mozione - vogliamo scongiurare il dominio delle compagnie di navigazione e rilanciare il traffico delle crociere con un investimento prioritario sull'opzione delle crociere di testa».

Ma la mozione fa un passo in più. Chiede che il sistema aeroportuale toscano partecipi all'acquisto delle quote societarie. Ruggeri rilancia l'idea di un nuovo terminal crociere collegato con gli aeroporti di Pisa e Firenze. Un cavallo di battaglia che lo portò a incontrare da candidato a sindaco gli argentini di Corporaciòn America che ora hanno messo le mani sugli scali del Galilei e del Vespucci. Poi la sua corsa a primo cittadino si fermò di fronte al tsunami grillino. Ruggeri però non dermorde: «Al momento Livorno non ha nessuna filiera del turismo. Col rilancio del porto le cose cambierebbero in meglio e la città diventerebbe il più grande gate turistico della Toscana». Vanno messe in chiaro le procedure di legge.

La nuova normativa impone all'Autorità portuale di scendere al di sotto della quota di controllo. Al momento detiene il 72% e deve calare sotto il 50. Il restante 28% è in mano alla Camera di commercio. Ma il puzzle della partita sul porto non si ricompone senza le mosse del consiglio comunale che deve approvare la variante anticipatrice del Prg. In ballo c'è la prima fase della Darsena Europa.

Samuele Bartolini

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