Gioco
Ora gli indonesiani di Masol sbarcano anche in Darsena Toscana
Masol Continental Biofuel, controllata del gigante asiatico Musim Mas, dopo aver rilevato lo stabilimento Novaol ottiene dall'Authority 10.000 metri quadri di aree sulla sponda est della Darsena Toscana
LIVORNO. Ci sono voluti tre anni da quando è stata avanzata la richiesta, ma alla fine la concessione è arrivata. Già per noi italiani i tempi della burocrazia sono poco tollerabili, figurarsi per un tedesco. «Siamo un po’ in ritardo – esordisce in tono ironico Joern Schneider, amministratore delegato Masol nel nostro Paese - è vero, però ce l’abbiamo fatta. Ma sono questi i tempi in Italia per ottenere le autorizzazioni».
Fatto sta che adesso la Masol Continental Biofuel, la controllata del gruppo indonesiano Musim Mas, ha ottenuto in concessione (durata circa 30 anni) dall’Autorità portuale un’area patrimoniale di 10.000 metri quadri (di cui 4 mila di superficie coperta), posta sulla sponda est della Darsena Toscana. In ballo c’è un piano di investimenti da 55 milioni di euro, con conseguenti posti di lavoro.
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IL PIANO. Non è la prima volta che Masol mette piede nel nostro porto. Un anno e mezzo fa aveva acquistato lo stabilimento Novaol di via Leonardo Da Vinci, e proprio da qui il gruppo specializzato nella lavorazione dell’olio di palma dovrebbe partire con la prima fase del piano industriale. Come spiegano i vertici Masol, «occorre ristrutturare e potenziare l’impianto di biodiesel», dopodiché si passerà alla fase successiva, che vedrà coinvolta proprio la parte ottenuta: «Sarà un polmone di stoccaggio – continua l’ad di origine tedesca - e grazie a una conduttura permetteremo alle navi di scaricare il materiale fino allo stabilimento ex Novaol».
Ma in mente c’è anche un altro investimento: la costruzione di un impianto di raffineria di olio nell’ex area Styron. «L’idea c’è, la volontà pure, i problemi sono legati come al solito ad ottenere le autorizzazioni». Ma che cosa spinga a puntare sul nostro porto, nonostante le difficoltà incontrate, Schneider lo spiega chiaramente: «Livorno ha una posizione strategica che attira molto, inutile dirlo, è anche per questo che abbiamo aspettato tutto questo tempo. Adesso –conclude- speriamo che in futuro si proceda più veloci».
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MESSAGGIO FORTE. «Quando tre anni fa abbiamo iniziato questo percorso – afferma Giuliano Gallanti, presidente dell’Autorità portuale - ancora non c’era tanta convinzione, ma adesso posso dire che avevamo ragione». Con il piano industriale che hanno predisposto ci sono prospettive serie per il porto, dice il numero uno dell’Authority sottolineando l’importanza di questa operazione sia per il ritorno occupazionale sia per l’immagine rafforzata che ne esce per Livorno: «Masol è un colosso mondiale, il secondo per commercio di olio di palma. Insomma, ci confermiamo un porto internazionale e lanciamo un messaggio importante a tutti».
LO “ZAMPINO” LIVORNESE. Dietro questa operazione, però, c’è anche un po’di sapore nostrano nell’azione di convincimento fatta sulla multinazionale indonesiana, affinché puntasse sul nostro porto . Alla cerimonia di consegna dell’autorizzazione, tra il pubblico c’era anche Corrado Neri, in rappresentanza del gruppo di famiglia: «Abbiamo fatto solo “sistema”, – spiega - una collaborazione tra enti e privati, per fare in modo che Masol scegliesse Livorno tra le varie realtà in cui investire. Un buon esempio da seguire anche in futuro». Accanto a lui, Giorgio Kutufà, ex presidente della Provincia, visto che proprio sotto la sua giunta e quella comunale di Cosimi era iniziato il percorso con la società indonesiana. Anche i vertici Masol hanno voluto ringraziare Kutufà «per l’impegno messo all’inizio di questo cammino».
E la nuova amministrazione? Sicuramente il tedesco Schneider, abituato ormai alle tempistiche italiane, avrà perdonato il ritardo del sindaco Filippo Nogarin, che comunque ha portato il suo saluto: «È un momento molto importante per la città, sono contento di questo avvenimento. Masol – conclude - può contare su di noi, saremo sempre al suo fianco».
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