Gioco
Limiti di velocità più bassi 70 km all’ora prima degli svincoli
Il comandante della polizia municipale: «Senza corsie d’emergenza servirebbero almeno aree di sosta Intanto nei tratti più stretti e in prossimità delle entrate la soluzione potrebbe essere rallentare il traffico»
LIVORNO. In qualche modo è il nostro piccolo Grande Raccordo Anulare. La strada più frequentata della città, sia di giorno che di notte, divisa fifty-fifty tra il traffico dei livornesi e quello che proveniente dalla Fipili o dall’autostrada è diretto a sud (e viceversa). E’ un raccordo un po’ miserino, per la verità, con le corsie di marcia strettissime, nessuna corsia d’emergenza, corsie di immissione che paiono imbuti, nemmeno un’area di sosta. Su cui però migliaia di veicoli sfrecciano ogni giorno ad almeno 90 km all’ora.
Basta tentare un sorpasso per accorgersi quanto la Variante sia una... Variantina. Serve attenzione massima, mano fermissima sul volante, precisione certosina, perché uno spostamento errato di appena trenta centimetri significa scorticare il new jersey o far la barba alla carrozzeria dell’auto che si sta sorpassando. E non vi capiti mai di forare o di essere costretti ad accostare: in Variante non ci si può fermare, se non a rischio di essere travolti (anche senza scendere dall’auto).
Il problema è atavico: da quando c’è la Variante, è così. I livornesi non ci fanno più neanche caso. E non ci sperano più: perché per anni hanno sentito parlare di un allargamento della variante, di lire e poi di euro che dovevano piovere dal cielo nel maxi progetto del Lotto Zero Maroccone-Chioma e poi non son mai arrivati.
Salvo poi non credere ai propri occhi scoprendo che per un qualsiasi incidente, ma anche per molto meno, la Variante viene chiusa. Come è capitato ancora due giorni fa, quando il guasto ad un’auto, che poi ha preso fuoco, ha comportato il blocco della strada per un’ora.
«Purtroppo non abbiamo altra scelta - spiega il comandante della polizia municipale, Riccardo Pucciarelli -. Non essendoci spazi a lato della strada, se si verifica un incidente, ma anche la perdita di un carico, o un incendio bisogna chiudere per permettere alle forze di polizia e ai mezzi di soccorso di lavorare. E questo - aggiunge Pucciarelli - è un problema evidente». Per chi deve uscire dalla variante e percorrere il centro, per il traffico cittadino che in quei momenti va in tilt, ma soprattutto per chi rimane intrappolato lungo la strada perché magari ha già superato l’ultima uscita ed è costretto così ad attendere la riapertura della carreggiata, come se fosse sequestrato.
«La cosa più semplice sarebbero le aree di sosta laterali - dice Pucciarelli -. Ma io non sono nelle condizioni di dire se si possono fare, servono le competenze tecniche degli uffici preposti. Di certo, aiuterebbero tanto, vista l’assenza delle corsie di emergenza». Pucciarelli continua la sua diagnosi sulla Variante: «Le vie di accesso e di deflusso sono repentine e strette. Corsie di ingresso più agevoli sarebbero opportune per dare più sicurezza». E’ un tema vecchio, a cui la precedente amministrazione non ha saputo dare risposte dopo la fine dei sogni del Lotto Zero. E su cui l’Anas fa l’uccel di bosco.
Ci sono soluzioni provvisorie in attesa di un allargamento che sembra una favola? «Noi settimanalmente facciamo controlli con l’autovelox - - dice il comandante della polizia municipale -. Rispetto al numero delle auto che percorrono la strada, le infrazioni non sono così rilevanti. E’ chiaro però che la velocità rappresenta comunque l’elemento di maggior pericolosità». Significa che la ricetta per migliorare la sicurezza potrebbe essere un abbassamento dei limiti, considerando che la velocità massima di 90 chilometri è la stessa di una strada con tutt’altre caratteristiche di sicurezza come la Fipili? «90 chilometri non è una velocità stratosferica su una strada di grande comunicazione - commenta Pucciarelli -. Però l’idea di un abbassamento dei limiti potrebbe essere una soluzione giusta. Forse non in tutta la variante, ma in alcuni tratti più a rischio si potrebbe pensare. Nessuno ci vieta di scendere dal limite ordinario a 70 km orari ma anche a 50 nei punti più pericolosi, cioè in corrispondenza delle corsie di accelerazione e decelerazione, laddove le corsie si stringono. D’altra parte già in galleria il limite è stato abbassato».
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