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Livorno

Bellana,gggg yhhhhh jjjjjj

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LIVORNO. «Non è a misura di turismo». Crescono i dubbi dei consiglieri del Movimento 5 Stelle sul Piano regolatore del porto, e anche sulla variante anticipatrice al piano strutturale che il Comune...

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LIVORNO. «Non è a misura di turismo». Crescono i dubbi dei consiglieri del Movimento 5 Stelle sul Piano regolatore del porto, e anche sulla variante anticipatrice al piano strutturale che il Comune dovrebbe votare per permetterne l’approvazione. Nuove perplessità sono emerse ieri mattina nel corso della seduta della settima commissione convocata a Palazzo Civico per valutare l'impatto turistico sulla città delle carte che ridisegnano il porto. Per i consiglieri pentastellati non sarebbero, appunto, a «misura di turismo»: «Il Prp è stato fatto quando al turismo ancora non ci pensava nessuno», accusa in sostanza il presidente della settima commissione, Federico Agen (M5S).

È soprattutto su tre punti che si sono concentrati gli altolà dei grillini: accosti per crociere e navi commerciali, progetto della Bellana e stazione marittima.

Partendo dalla cosiddetta zonizzazione del porto e dal rapporto tra crociere e traffici commerciali, i riflettori sono finiti soprattutto su banchina 75 e Alto Fondale. «Non c'è la certezza degli accosti, non ci sono tempi definiti per la fine della promiscuità tra il traffico croceristico e quello commerciale», ha detto in mattinata il consigliere Corrado La Fauci. Che ha aggiunto: «Più guardo il progetto, più vedo che la città rimane sempre al palo».

Poi il progetto del porticciolo alla Bellana, che per i consiglieri sarebbe dovuto servire ad accogliere le centinaia di barche e barchete oggi ormeggiate lungo i fossi che circondano il Pentagono: «Stiamo valutando la possibilità di usare i fossi come vie d’acqua – dice Agen – per avere un percorso intorno al Pentagono per i livornesi e, soprattutto, per i turisti. Ma per farlo i fossi devono essere liberati. Qui ci sono circa 1.700 barche, ma per la Bellana sono previsti 600 posti, che servirebbero a spostare le barche dal porto mediceo, non dai fossi». E ancora: «Il Prp – ripete Agen – non è stato definito con quella visione del turismo che ha oggi la nuova amministrazione comunale. È opportuno discutere le nuove esigenze della città. Può esistere una nuova destinazione per un porticciolo per queste imbarcazioni?».

Ultima questione: il terminal crociere e l’ampliamento della stazione marittima. «Le volumetrie previste sono folli – accusa ancora La Fauci – si parla di 45.000 metri quadri, ma cosa me ne facciamo di “altre Ipercoop” al porto?». Dubbioso rispetto al progetto anche l'assessore all'urbanistica, Alessandro Aurigi. «Dobbiamo renderci conto – interviene – che si tratta di una nuova porzione di città innestata direttamente nel porto. C'è da capire – dice – se la stazione marittima debba essere un luogo di prima accoglienza che inviti i turisti ad entrare in città oppure se l'intento debba essere quello di offrire loro tutti i servizi senza che debbano uscire».

L'assessore annuncia anche di aver chiesto ai vertici dell'Autorità portuale di definire i tempi per uscire dall’ “ambiguità” che ancora c’è, nei fatti, su alcune banchine chiave rispetto all’accosto delle navi da crociera e ai traffici commerciali: «Spero vivamente che il nodo – dice – venga sciolto prima del momento in cui si dovrà adottare definitivamente il piano».

Nel corso del dibattito, in mattinata, sono intervenuti anche Elisa Amato di Forza Italia, Andrea Raspanti di Buongiorno Livorno e Pietro Caruso del Pd.

Ma è nel pomeriggio che i tre punti caldi sono tornati sui banchi del Comune con l’audizione dei tecnici dell’Autorità portuale. Presenti Claudio Vanni, dell’area pianificazione di Palazzo Rosciano, Marco Tartaglini di Modimar (che ha curato la progettazionedel Prp) e Claudia Casini, ricercatrice dell’Università di Pisa che ha seguito la Valutazione ambientale strategica del Prp.

Rispetto alla Bellana, Vanni ha ripercorso le tappe che hanno portato all’attuale progetto, sottolineando che la stessa Authority all’inizio aveva puntato a un nuovo porticciolo da 1.200 posti barca per liberare i fossi (anche, ha sottolineato, per ragioni di sicurezza) ma il no della Sovrintendenza ha costretto tutti a rivedere i piani. Quindi, alla fine: «Qual è l’alternativa a quel progetto? Non c’è».

Per quanto riguarda la banchina 75, «è destinata ad attività di riparazione di imbarcazioni da diporto», perché «un servizio di questo tipo è necessario» e perché «le riparazioni sono previste anche alla 76».

Ed ecco l’Alto Fondale, destinato da tempo alle crociere ma oggi di fatto usato anche da Cilp. Vanni risponde ad Aurigi: «Siamo quasi in condizione di spostare i traffici forestali sul Molo Italia, dove è pronto il dragaggio, vi forniremo un cronoprogramma più dettagliato». «Mi aspetto che in sede di conferenza tecnica troveremo le schede aggiornate in questo senso, senza “retini” sibillini», gli risponde subito l’assessore Aurigi.

Nel corso della quarta commissione convocata nel pomeriggio, presieduta questa volta da La Fauci, dai tecnici dell’Authority è poi arrivata una risposta chiara sull’ampliamento della stazione marittima: «i metri quadri sono già stati ridotti rispetto al progetto originario», «c’è bisogno di una stazione unica per le crociere» e, soprattutto, «ci interessa la realizzazione dei servizi necessari per le attività delle crociere, niente di più, vorremmo ricordare che siamo su aree demaniali, non private, e non si può parlare di speculazione immobiliare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web