Gioco
Lemmetti nella bufera dopo il no al patrocinio
Dibattito sui rom, dura reazione dell’Anpi: intervenga il sindaco. Scrivono anche Sel e Buongiorno. L'assessore: "Mi dispiace per aver messo in imbarazzo la giunta, non volevo offendere nessuno. Ecco perché ho votato contro"
LIVORNO. «Mi dispiace profondamente per aver messo in imbarazzo la giunta comunale con il mio voto contrario sulla delibera relativa all'iniziativa correlata al Porrajmos». Alla fine l’assessore al bilancio, Gianni Lemmetti, mercoledì 29 gennaio alle 18.41 ha affidato queste parole a un comunicato stampa inviato direttamente da Palazzo Civico. Un comunicato che ha cercato di tamponare le polemiche scoppiate dopo che l’assessore ha espresso parere negativo sulla delibera con cui il 22 gennaio la giunta ha concesso il patrocinio gratuito all’iniziativa messa in calendario per giovedì 29 alle 21.15 dall’associazione Don Nesi di Corea in occasione del Parrajmos, la giornata della memoria dello sterminio dei popoli rom e sinti nei lager nazisti. Questo il titolo del dibattito: “Rom ieri e oggi: pregiudizio, emarginazione e rifiuto - le responsabilità e i compiti delle istituzioni e della società civile”. Martedì 27, contattato dal Tirreno, Lemmetti aveva voluto parlare solo di una scelta per «motivi personali».
Così, il primo a reagire in modo duro è stato il comitato provinciale dell’Anpi (l’associazione nazionale dei partigiani) presieduto da Gino Niccolai. Il comitato ha espresso «profondo sconcerto e condanna per il comportamento dell' assessore» e scritto che «la giustificazione addotta, di una decisione dettata non da ragioni politiche ma personali, non giustifica ma aggrava la scelta: non solo esprime condivisione con lo sterminio di un popolo, ma denuncia indifferenza al ruolo istituzionale e lontananza dalle posizioni del sindaco che lo ha nominato e che, a poco più di un mese dalla sua elezione, volle iscriversi all'Anpi, in continuità con la sua storia familiare e con lo spirito antifascista della città».
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Così l’Anpi si è rivolta direttamente a Filippo Nogarin, chiedendogli di «valutare con attenzione l'opportunità di allontanare dalla giunta, nei modi che riterrà più adatti, anche solo l'ombra di distacco dai principi fondanti della Costituzione». Su Facebook il prof di storia ed ex consigliere comunale Lamberto Giannini è stato anche più esplicito: «Si spieghi alla città il perché o ci si dimetta».
Richieste di chiarimenti ufficiali sono arrivate anche da Buongiorno Livorno e da Sel. Il direttivo e il gruppo di Bl hanno espresso «preoccupazione e sconcerto». «Ci auguriamo – hanno scritto – che la posizione dell'assessore non sia dovuta a personali pregiudizi e ad atteggiamenti xenofobi che getterebbero pesanti ombre sull'intera giunta. Sarebbe un elemento di divisione grave nella giunta che comunque ha avuto il merito, ci risulta per la prima volta, di manifestare concretamente la propria vicinanza alle persecuzioni subite dai rom e dai sinti attraverso la concessione del patrocinio».
Parole simili dal circolo Sel “Franca Rossi”: «Apprezziamo il fatto che per la prima volta l'amministrazione patrocina l'iniziativa di Don Nesi», ma «troviamo del tutto fuori luogo e inopportuna l’affermazione di Lemmetti» e «pretendiamo, per la storia di Livorno, di capire se dentro la giunta ci sono tristi figure con posizioni filo Salvini, ossia razziste».
Lemmetti ha risposto così: «Quello che mi ha spinto a votare contrario - ha spiegato nel tardo pomeriggio con una nota - è quanto emerge dal taglio specifico del sottotitolo della manifestazione: “pregiudizio, emarginazione, rifiuto - responsabilità e compiti delle istituzioni e della società civile”, nel quale ho letto impegni e doveri a senso unico nella costruzione di una reale integrazione, obiettivo che condivido». «Non avevo assolutamente intenzione – ha aggiunto – di sottovalutare né sminuire e tantomeno dissociarmi in nessun modo dalla tragedia che ha coinvolto rom e sinti nei lager nazisti: se questo episodio ha offeso qualcuno sono costernato, ma non era nelle mie intenzioni». «Sono infine dispiaciuto e anche stupito – ha concluso – per l'intervento dell’Anpi: mi riconosco nei valori dell'antifascismo, tant'è che a settembre ho rappresentato il Comune, con fascia tricolore, alle celebrazioni per il raduno regionale dell'Anpi a Sant'Anna di Stazzema, luogo che essendo versiliese mi trova sempre presente nel tenere viva la memoria dell'eccidio là avvenuto».
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