Il Tirreno

Livorno

Camera di Commercio: alt dalla Cgil alla fusione con Grosseto

La protesta di lavoratori della Camera di Commercio contro i tagli decisi dal governo (Repetti Pentafoto)
◗
La protesta di lavoratori della Camera di Commercio contro i tagli decisi dal governo (Repetti Pentafoto)

Dalla Cgil funzione pubblica e dal sindacato Cgil dell'ente camerale arriva uno stop al progetto di accorpare le Camere di Commercio di Livorno e di Grosseto: se proprio dobbiamo aggregarci, allora meglio con Pisa

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.10684981:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/01/17/news/camere-di-commercio-verso-la-fusione-ora-livorno-punta-su-grosseto-1.10684981]]

LIVORNO. Macché l'aggregazione della Camera di Commercio livornese con quella di Grosseto, l'altolà al "matrimonio" prospettato dal presidente Costalli e dalla giunta fa superare anche la tradizionale rivalità di campanile: meglio semmai guardare verso Pisa. A dirlo è la Cgil funzione pubblica sia come sindacato territoriale che come settore Cciaa: «la base imprenditoriale e l'economia territoriale su cui si regge l'ente livornese è rivolta più verso Pisa» ed è con Pisa che «prioritariamente s'intrecciano le prospettive di sviluppo, sia come piattaforma logistica che come area di rilancio industriale». Senza contare che sono in quell'area «i riferimenti istituzionali naturali per far avanzare le proprie politiche di sostegno all'economia e di intervento per le infrastrutture del territorio» (così come «importanti ipotesi di riassetto dei servizi pubblici, parapubblici e privati». Non solo: è con Pisa che «si può raggiungere la soglia minima di 80.000 imprese richieste dall'emendamento 8 bis al disegno di legge sul riordino della pubblica amministrazione».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.10749677:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2015/01/28/fotogalleria/la-protesta-dei-lavoratori-cciaa-1.10749677]]

Il sindacato Cgil –- che manifesta solidarietà ai colleghi della Provincia – segnala anche che può essere questa «la soluzione più congeniale per gestire nel modo meno doloroso i riflessi che l'accorpamento avrà sui dipendenti e sulla qualità delle loro vite».

La Cgil funzione pubblica, chiedendo un inconbtro urgente ai vertici della Cciaa, non risparmia « un giudizio severo sul sedicente progetto di riforma avanzato dal governo che intende sferrare, dietro all'obiettivo apparente di riduzione dei costi per le imprese, un attacco del tutto ingiustificato alle Camere di Commercio».

È un gioco che non vale la candela, sottolinea il sindacato: abbattendo l'importo del diritto annuale si realizza tutt’al più «un risparmio medio di circa 30 euro annui per le imprese». Solo che «senza una proposta seria di riordino dei servizi offerti al sistema economico e alle imprese», risulterà invevitabile – viene ribadito – «un successivo aumento dei costi per l'utenza, che dovrà acquistare domani da privati quei servizi oggi pubblici e indispensabili all'esercizio dell'attività d'impresa, spesso gratuitamente offerti in modo efficiente e con alta professionalità dalle Camere».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10177138:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2014/10/24/news/flash-mob-alla-camera-di-commercio-1.10177138]]

A giudizio dell'organizzazione di categoria Cgil Fp e del sindacato Cgil dell'ente camerale "una riforma seria dovrebbe puntare quindi ad un assetto dinamico dei servizi orientato sul medio-lungo termine che precisi funzioni, valutando seriamente i dimensionamenti necessari dei nuovi enti camerali, utili a garantire una rete la più radicata possibile sui territori". E invece no: dunque è "difficile valutare con serietà “quale accorpamento” e “con chi”, perché, senza precise coordinate di prospettiva, qualsiasi scelta rischia di rappresentare un mero salto nel buio ed una semplice redistribuzione di poltrone ai vertici".

Dito puntato contro il fatto che "in ballo ci sono i servizi per l’utenza e i posti di lavoro di oltre 60 persone, purtroppo la chiusura della sede distaccata di Cecina e il mancato rinnovo del contratto per due dipendenti, che fornivano servizi di accoglienza all'utenza, sono un primo brutto campanello di allarme".

Nell'incontro richiesto "con la massima urgenza" ai vertici della Camera di Commercio di Livorno si chiede di cercare "la soluzione ottimale". Come? Badando a mettere insieme "la tenuta occupazionale in primis, un maggior radicamento dei servizi sui territori della Provincia, un legame vivo tra l’assetto dei servizi camerali da un lato e i processi di complessiva riorganizzazione della pubblica amministrazione dall'altro ed infine le preminenti vocazioni dei vari sistemi economici locali esistenti nella nostra Provincia, a partire dai dati quantitativi e qualitativi delle imprese iscritte al Registro".
 


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web