Il Tirreno

Livorno

Sicurezza, porto e turismo il piano del nuovo questore

di Lara Loreti
Sicurezza, porto e turismo il piano del nuovo questore

Primo giorno livornese per Orazio D’Anna: arriva da Ferrara ed è siciliano «La collaborazione dei cittadini fondamentale nel nostro lavoro quotidiano»

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LIVORNO. Gli studi a Roma, una lunga carriera nella questura di Milano, tra commissariati Digos e sede centrale, l’esperienza alla guida della polizia di Ferrara, negli anni successivi al delicato caso Aldrovandi. Grande preparazione e ottima tempra: il nuovo questore di Livorno è Orazio D’Anna, 55 anni, originario di Acireale. Sta a Livorno da poche ore, ma sulla città ha già le idee chiare. Sicurezza in primis, con la collaborazione preziosa dei cittadini, e poi uno sguardo attento al turismo, soprattutto d’estate, e al porto, in particolare in questo periodo in cui il filtro dei flussi internazionali è prioritario. «Ma prima di stilare un programma di intervento completo voglio prima studiare a fondo la situazione: sono arrivato domenica, è prematuro espormi», dice con l’umiltà e la consapevolezza di chi non ama le chiacchiere, ma punta sul concreto.

Gli studi a Catania, poi il corso di polizia a Roma. Dopo aver frequentato l’università a Catania, D’Anna nel 1985 ha seguito il corso per vicecommissario all’istituto superiore di polizia di Roma. L’anno successivo, è stato assegnato al reparto mobile di Milano e alla fine di quello stesso anno è entrato nella questura del capoluogo lombardo. Successivamente ha ricoperto vari incarichi, dall’ufficio di ordine pubblico alla direzione di commissariati di Milano (tra cui il Quarto Oggiaro, in un territorio che lo stesso questore definisce «ricco di problematiche»), con una parentesi importante di tre anni alla vicedirigenza della Digos. Nel 2002 è stato promosso primo dirigente e, dopo il corso di formazione, ha guidato il commissariato milanese Garibaldi Venezia, per poi approdare nel 2006 al commissariato centro. L’anno dopo, è diventato vicequestore di Milano, incarico che ha portato avanti fino al giugno 2011, quando è stato promosso dirigente superiore. E come tale, nel mese successivo è stato assegnato a capo della questura di Chieti, dove è rimasto fino all’aprile 2013. Da maggio 2013 fino a domenica scorsa ha guidato la polizia a Ferrara. «Ed ora eccomi qua - dice D’Anna - in questa realtà così interessante e ricca di problematiche, ma anche di cose positive, in un territorio vasto, che coniuga in sé aspetti tipici degli agglomerati urbani e nel contempo della bella provincia italiana».

Tenere conto dei diversi contesti, conciliando il tutto con le tradizioni. «A mio avviso è importante -spiega D’Anna nel corso della conferenza stampa di presentazione che s’è tenuta ieri mattina in questura - tenere conto dei diversi contesti, ma cercando di mantenere una sintonia, quanto più perfetta possibile, con le tradizioni e i modi di vivere. Mantenere l’ordine e la sicurezza pubblica è il compito principale della questura. Per far questo, è necessaria una collaborazione a 360 gradi con tutte le forze dell’ordine (carabinieri, finanza, forestale e penitenziaria, con il coordinamento della prefettura), le forze armate e la capitaneria di porto.

Il contributo fondamentale dei cittadini. La nostra città storicamente si distingue per il senso civico e l’attenzione dei cittadini, sempre pronti nel segnalare situazioni sospette e nell’aiutare la polizia anche ad arrestare i ladri, come è successo negli ultimi giorni. Un aspetto che non è sfuggito al questore: «La sicurezza è un bene comune ed è per questo che la collaborazione dei cittadini è fondamentale. E se è in forma partecipata, è l’arma vincente per contrastare i fenomeni criminosi che caratterizzano ogni territorio. Personalmente, offro la massima disponibilità a tutti e mi aspetto ogni contributo per questa causa comune».

Visite istituzionali. Preso possesso dell’ufficio in via Fiume, il questore è pronto a visionare i report preparati dai suoi uomini su Livorno e provincia. «Visiterò i commissariati, e poi farò tutte le visite istituzionali per conoscere sindaco, presidente della provincia, vescovi, leader religiosi e della comunità ebraica, specialmente in questi giorni dedicati alla Memoria».

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