Il Tirreno

Livorno

Lo strazio della moglie: perché proprio a me?

«Dove è Alessandro?» Lo ripete conoscendo già la verità, ma non vuole crederci. Lo capisce e si convince quando nessuno le risponde. «Anche questo mi doveva accadere? Perché è successo proprio a me?»...

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«Dove è Alessandro?» Lo ripete conoscendo già la verità, ma non vuole crederci. Lo capisce e si convince quando nessuno le risponde.

«Anche questo mi doveva accadere? Perché è successo proprio a me?»

Le grida disperate della giovane moglie di Alessandro Solimine rompono quel silenzio composto che si forma sulla scena di un incidente mortale.

Arriva da Marina quella che da ieri pomeriggio è una vedova con due figli piccoli da crescere. Non la fanno avvicinare al luogo dove si sono fermate le auto dello schianto mortale.

C’è il comandante del Col Moschin con altri parà a farsi avanti per prendersi cura e proteggere la moglie del commilitone morto. Piange e urla la donna travolta da una tragedia che lascia sgomenti. La portano in uno di quei casottini lungo l’Arno usati per affittare i retoni per la pesca.

Gli amici di Alessandro e i suoi superiori provano a consolarla per placare un dolore che strazia il cuore come quel grido che invoca un marito steso a poca distanza sull’asfalto coperto da un telo bianco. Ma lei continua a chiedere del marito. Non riesce ad accettare la notizia che le è arrivata da quella telefonata che alle cinque di un pomeriggio di gennaio le cambierà per sempre la vita.

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