Il Tirreno

Livorno

celebrazioni

La città ricorda il maremoto del 1742 e rinnova il voto alla Madonna

Roberto Riu
I bambini delle scuole cattoliche in Duomo (Foto Alberto Vincenzoni)
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I bambini delle scuole cattoliche in Duomo (Foto Alberto Vincenzoni)

Processione e deposizione di una corona di fiori in piazza Grande per il tradizionale rito di ringraziamento

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LIVORNO. Un forte terremoto sconvolse la nostra città il 27 gennaio 1742 provocando anche un maremoto, ossia un'onda di porto, un piccolo tsunami,  che fu avvertito dalle navi attraccate a banchina: le distruzioni furono ingenti e la popolazione fuggì spaventata nelle campagne circostanti, mentre le scosse si susseguivano. La violenza del terremoto cessò soltanto quando l'immagine della Madonna di Montenero fu traslata in piazza Grande formulando la promessa di offrire ogni anno alla Vergine la cera per alimentare la lampada votiva accesa al Santuario e di posticipare l'inizio del carnevale.

Quella antica tradizione si è ripetuta anche questo 27 gennaio mettendo in calendario alcune iniziative che hanno avuto come fulcro la chiesa cattedrale con la partecipazione del vescovo, monsignor Simone Giusti. In mattinata gli alunni del varie scuole cattoliche livornesi hanno partecipato ad un incontro di preghiera portando ognuna un'effige della Madonna. Nel pomeriggio alle 17.30, in piazza Grande,  il consueto omaggio floreale all'immagine della Madonna con la partecipazione dei Vigili del Fuoco seguita da una fiaccolata con la processione fino alla chiesa cattedrale dove il programma prevede la messa celebrata dal vescovo con i sacerdoti della Diocesi ed al cui termine segue l'offerta della cera votiva offerta dall'Arciconfraternita di Santa Giulia e donata dal Comune di Livorno.

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