Gioco
Il Mascagni presto sarà statale La promessa del senatore Martini
Un incontro per parlare del disegno di legge dal quale dipende il futuro di molti istituti musicali, attualmente finanziati dagli enti locali, compreso quello livornese
LIVORNO. "Tra Renzi e il Quirinale, tra Ricci e il Mascagni, ho scelto Ricci e il Mascagni". Si apre con questa battuta l'intervento del senatore Claudio Martini, ieri mattina in città, all'Istituto “Pietro Mascagni”, per parlare del futuro degli istituti musicali italiani (non statali). Con lui avrebbe dovuto esserci il presidente della Settima Commissione in Senato, Andrea Marcucci, impegnato a Roma, per la scelta del Presidente della Repubblica. Al centro dell'incontro, che ha richiamato la partecipazione di alcuni rappresentanti di istituti musicali di tutta Italia, tra presidenti e direttori, il disegno di legge che ha come oggetto la definitiva statizzazione dei cosiddetti ex istituti musicali pareggiati: una ventina, sparsi sul territorio nazionale, tra cui 3 in Toscana, a Livorno, Siena e Lucca. Martini, relatore del disegno di legge in Settima Commissione al Senato, ha introdotto il suo intervento, tracciando il punto di questa operazione, la cui attuazione potrebbe garantire la sopravvivenza degli istituti musicali il cui sostentamento, ora come ora, arriva dai finanziamenti degli enti locali. "Non c'è alternativa alla statizzazione – ha detto Martini – una strada che bisogna percorrere: le amministrazioni locali non sono più in grado di reggere questo onere, visto che le risorse vengono a mancare. Il processo di statizzazione deve avvenire in questo momento, attendere significherebbe determinare situazioni di fallimento di molti istituti". Martini ha elencato alcune ipotesi di lavoro della Commissione: la prima riguarderebbe il progressivo riassorbimento del personale docente Afam, utilizzando il sistema del turnover in un lasso di tempo di 4-5 anni. Una ipotesi che, come sottolineato da Martini, potrebbe creare qualche problema, visti i tempi eccessivi. La seconda strada potrebbe guardare nell'ottica di un possibile “scambio” tra Ministero dell'Economia, comuni e regioni: "un accordo che potrebbe sgravare i comuni – ha detto Martini – dell'onere, 40 - 50 milioni, e in compenso lo stato potrebbe recuperare, attraverso una riduzione del trasferimento alle regioni e ai comuni, la stessa cifra: un modo per andare pari". La terza pista, sostanzialmente, riguarderebbe il riordino del sistema, con il transito degli istituti musicali nell'alta formazione statale: un modo per razionalizzare i costi. "Abbiamo in programma per fine febbraio – ha concluso Martini – una audizione conclusiva con il ministro Giannini per sciogliere i nodi su questi tre passaggi. Dopo questa audizione saremmo pronti a mettere a posto il disegno di legge". Soddisfazione per il lavoro intrapreso è stata espressa dal presidente del Mascagni, Giulio Cesare Ricci. "È necessario fare punto a capo – ha detto il presidente. La legge 508-1999 va dimenticata: una legge orfana di decreti attuativi. Chiediamo una ottimizzazione del sistema, vogliamo parità con i conservatori statali". Ricci, il cui mandato sta per chiudersi a inizio febbraio, ha aggiunto: "Mi auguro che Livorno sia stata protagonista e che continui ad esserlo. La mia vicinanza e l'impegno per il Mascagni rimane: alla festa finale parteciperò anche io: una festa finale ci sarà, la battaglia verrà vinta". "L'impegno del Comune su questo versante – ha detto l'assessore alla cultura Fasulo – proseguirà con entusiasmo, così come fatto dal sindaco in sede di Anci. Il Mascagni non è solo una eccellenza, ma è anche un luogo di lavoro e di studio".
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