Il Tirreno

Livorno

ALL'ATTACCO

Ecco il testo dell'intervento di Sergio Costalli, presidente della Camera di Commercio di Livorno

4 MINUTI DI LETTURA





Ecco il testo dell'intervento di Sergio Costalli, presidente della Camera di Commercio di Livorno.

 

A proposito di terne e di porto, alcune considerazioni debbono oggi essere svolte:

  1. Rileggendo per l’ennesima volta la legge n. 84 del 1994 posta a disciplina della portualità, e in particolare l’articolo 8, non abbiamo avuto modo di rilevare che vi sia una preminenza, sancita dalla legge stessa, tra gli enti chiamati a designare la “terna” né, tantomeno, abbiamo rilevato un potere di giudizio o di veto attribuito a uno di tali enti. E’ chiaro a tutti che la nomina del presidente dell’Aurotià Portuale, in base alle designazioni ricevute (ed anche no), spetta al ministro dei trasporti previa intesa con la Regione.
  2. E’ altrettanto chiaro, ma alle volte non sembra, che il porto di Livorno è proprietà del demanio dello Stato e non del Comune di Livorno.
  3. Appare ben strano da parte di chi nulla sa della discussione avvenuta, nel corso di più sedute nell’ambito della giunta camerale, che si possa affermare che la nostra scelta sia stata fatta in base alle appartenenze politiche. Sarebbe sufficiente un minimo di informazione sulla composizione, sul ruolo e sul metodo di lavoro della giunta camerale per escludere tale infondata, e per noi veramente offensiva, affermazione.
  4. E’ altresì da ritenere offensivo accostare la giunta camerale, anche indirettamente, al metodo “spartitorio” e al concetto di “poltronificio”, metodo e concetto che non ci appartengono. Abbiamo già avuto modo di affermare in altre occasioni che le parole sono pietre: ci siamo veramente stufati di esserne il bersaglio da parte di chi non ha ancora ben afferrato i doveri, insiti nel ruolo ricoperto, di rispetto istituzionale tra i diversi enti pubblici.
  5. Già alla fine di luglio 2014 abbiamo compiutamente spiegato, con estrema cortesia, che non sussiste, né di fatto né di diritto, un vincolo di subordinazione gerarchica e/o funzionale della Camera di commercio nei confronti del Comune di Livorno. Ad alcuni può anche non piacere ma così è: ci seccherebbe doverlo ripetere ancora. Ben altri sono i problemi della cittò e del territorio provinciale.
  6. Noi abbiamo ben esaminato il curriculum del designato, visto che è un nostro preciso diritto/dovere sancito dalla legge: spetta al ministro, d’intesa con la Regione, fare le necessarie valutazioni, non è certamente compito di altri. E’ tuttavia compito di tutti applicare il dettato costituzionale, nella fattispecie il combinato disposto degli articoli 3, 18 e 49. E’ riconosciuta infatti la pari dignità e l’uguaglianza davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali (art. 3); il diritto di associarsi liberamente (art. 18); il diritto di associarsi liberamente in partiti politici (art. 49).
  7. Non è nostro costume giudicare le persone in base all’appartenenza politica e riteniamo veramente grave che si possa solo adombrare come causa di esclusione o di repulsione il fatto che il nostro designato, cittadino della Repubblica, abbia in precedenza ricoperto, peraltro in maniera egrergia, ampiamente accertata e riconosciuta, incarichi amministrativi, ottenendo il gradimento degli elettori del suo territorio. Questo metodo di giudizio non ci appartiene e, in un  momento così difficile per il nostro Paese, avremmo piacere che non appartenesse neppure ad altri. Chi ha qualche lettura storica conosce bene la deriva pericolosa di un tale modo di pensare.
  8. Il richiamato “atteggiamento” della Camera di Commercio non è quello rilevato dall’autorevole intervistato, noi non ci “atteggiamo”. La Camera di Commercio si attiene in maniera precisa e scrupolosa alle leggi vigenti che ci chiamano a formulare la nostra designazione per la “terna”, che ci fanno sedere pariteticamente nel comitato portuale, che ci danno la facolta (art. 2, 9° c., legge 580/93) di formulare pareri e proposte alle amministrazioni dello Stato, alle Regioni e agli enti locali sulle questioni di interesse delle imprese della circoscrizione territoriale di competenza. Circoscrizione che, è bene ribadirlo, è un po’ più vasta del Comune di Livorno ricomprendendo infatti tutto il territorio provinciale.
  9. Le nostre funzioni, tutelate dalla legge, sono, sulla base del principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Costituzione, quelle di curare l’interesse generale delle imprese: quindi solamente la legge, e non altri, potrà farci tacere.
  10. La Camera di Commercio ha pubblicamente espresso il proprio pensiero in merito alla necessità di dare rapida attuazione alle previsioni di del pregolatore del porto ed altresì ritiene che si debba pervenire in tempi rapidi alla sottoscrizione dell’accordo di programma. Sommare altro tempo agli oltre 60 anni trascorsi dall’ultimo piano regolatore portuale, a parere della Camera, significa condannare Livorno all’inefficienza e alla decadenza.

 

Sergio Costalli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web