Il Tirreno

Livorno

crisi e lavoro

«Dopo il licenziamento via dall’Italia, l’Australia mi ha gratificato»

Samuele Lorenzetti in Australia
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Samuele Lorenzetti in Australia

Livorno, Samuele Lorenzetti si è trasferito dopo il benservito di H&M a sud di Perth: non tornei, ora lavoro in un ristorante e studio

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LIVORNO. A Dunsborough, tre ore a sud di Perth sono le 17,04. Samuele Lorenzetti, 29 anni,  si è trasferito in Australia a settembre dello scorso anno, pochi mesi dopo essere stato licenziato da H&M. Adesso lavora, studia ed è felice. «Quando mi hanno assunto - ricorda - ero contento, pensavo di aver trovato una stabilità, ma fin da subito mi sono accorto che alcune cose non funzionavano, alcuni aspetti del lavoro erano ai miei occhi poco trasparenti. Ad esempio - va avanti - mi presentavano delle schede di valutazione negative, ma non erano sul mio lavoro, bensì sulla mia persona. Eppure prima di entrare da H&M avevo avuto esperienze sempre nel campo dell’abbigliamento in boutique importanti. Insomma non è che prima facessi il macellaio. E poi - va avanti - nonostante fossi entrato da poche settimane mi hanno subito dato dieci giorni di ferie che non capivo come avessi potuto accumulare. Insomma, visto con il senno di poi, credo che fossero tutti escamotage studiati a tavolino per farmi fuori nel momento in cui gli fosse convenuto».

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Quel momento è arrivato l’8 marzo dell’anno successivo quando è arrivata la lettera di licenziamento. «Sono rimasto sorpreso - ricorda - mi dicevano che non avevo superato il periodo di prova. Eppure dalla mia assunzione erano passati molti più giorni rispetto ai sessanta che prescrive la legge». È dalla convinzione di essere vittima di una ingiustizia che Samuele, 29 anni, si è rivolto all’avvocato Marco Guercio. «Per come è andata a finire - dice - sono molto contento perché il giudice ha abbracciato il nostro punto di vista. Ma questa sentenza è una vittoria non solo nostra ma della costituzione e riguarda i diritti di chi lavora».

Nei mesi successivi al licenziamento le opportunità lavorative non sono certo fioccate. «Ho lavorato solo per brevissimi periodi», ricorda Samuele. Questa difficoltà e l’idea che da tempo covava di andare all’estero hanno partorito il progetto di lasciare l’Italia e trasferirsi in Australia.

«Sono arrivato a Perth a settembre - ricorda - e devo dire che mi sono trovato benissimo: lavoro nella ristorazione e studio per migliorare il mio inglese. Cosa mi ha spinto ad andarmene? Certo che l’assenza di lavoro in Italia è stato il primo punto. Nella mia carriera non ho mai avuto gratificazioni. Invece qui c’è una mentalità molto diversa e anche le persone sono una bella scoperta. Tornare a lavorare a H&M? Nemmeno per sogno».

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di Redazione web