Gioco
Protesta delle social card sotto il municipio. "Ma nessuno è sceso ad ascoltarci"
Livorno, ma l'assessore Dhimgjini il 6 febbraio riceverà i rappresentanti delle 480 famiglie a cui è stato tagliato il contributo sociale
LIVORNO. Il 6 febbraio l’assessore al sociale Dhimgjini incontrerà i rappresentanti delle 480 famiglie a cui il Comune ha tagliato la social card. Riuscirà a dar loro una buona notizia, come aveva auspicato parlando col Tirreno, e cioè ad annunciare il ripristino dei contributi sociali (si parla di cifre che variano dai 40 agli 80 euro) dal prossimo mese, oppure si limiterà a motivare la scelta del taglio con i limiti di bilancio dell'amministrazione?
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In attesa della risposta, stamani un gruppo di famiglie a cui è stato tolto quel minimo di contributo economico si è presentato davanti al municipio per protestare contro il taglio. "Vergognatevi, rivogliamo i nostri diritti.Il Comune ci ha tagliato una speranza di vita", recitava uno striscione alzato davanti all'entrata di palazzo civico dove era in corso il consiglio comunale. E ancora: "Non fatti ma parole. Noi non ci fermiamo".
"Purtroppo - raccontano i manifestanti - nessuno è sceso ad ascoltarci. Ci sarebbe piaciuto almeno poter parlare con l'assessore, col sindaco, raccontargli il nostro dramma. Ma nessuno s'è degnato di scendere giù".
Loro, con la compostezza che sta caratterizzando questa battaglia, sono rimasti un'ora ad attendere davanti al municipio, in maniera pacifica. Poi se ne sono andati. "Speriamo che il 6 febbraio ci arrivi una risposta positiva, per noi 40, 60 o 80 euro fanno la differenza tra sopravvivere o morire".
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