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Livorno

Il presidente dell'Atletica Livorno: assessore, qui la pista si allaga...

Campo scuola: le pozzanghere sulla pista
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Campo scuola: le pozzanghere sulla pista

La società sportiva replica a Perullo: non è vero che i problemi sono stati risolti, a causa dei lavori malfatti l’anello non drena l’acqua e non la fa uscire dal cordolo. "Basta che piova e le pozzanghere sono assicurate"

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LIVORNO. Il presidente dell’Atletica Livorno, Marco Marsi, risponde con una lunga lettera all’assessore allo sport Nicola Perullo, citando uno per uno, i problemi del Campo Scuola. Una lettera che, allo stesso tempo, è anche un atto di accusa (pure verso le precedenti amministrazioni), perché spiega come gli interventi evidenziati dal Comune non abbiano funzionato e pertanto la situazione richiede interventi concreti e soprattutto immediati. «Siamo in piena sintonia con le parole dell'assessore sulla valenza dello sport, l'importanza che ha a Livorno, il valore del patrimonio impiantistico” - esordisce Marsi, che poi ringrazia Perullo per il suo impegno nel cercare di risolvere i problemi nonostante le difficoltà economiche, e poi precisa che “questo impianto oltre a interessare migliaia di amanti dell'atletica interessa anche tutti gli altri sport che lo utilizzano per la preparazione atletica. Dare risposte concrete per questa struttura significa darle alla città ed a tutto lo sport».

Marsi poi ribadisce che «da parte nostra l'Amministrazione avrà tutta la collaborazione che richiede, non vogliamo dimenticare la proposta concreta di anticipare i fondi per la ricostruzione della gabbia per il lancio del martello, così come, lo ha ricordato lo stesso Perullo, la nostra richiesta di gestire l'impianto, alla pari di quanto fanno da anni tutte le società sportive cittadine con gli altri impianti».

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Lavori malfatti. Allo stesso tempo il presidente dell’Atletica Livorno non può però evitare di rispondere agli uffici (in particolare alle responsabile dell'ufficio sport) che dichiara: " ha voluto smentire che la nuova pista si allaghi, precisando che è stato un problema che si era effettivamente manifestato alla fine dei lavori, ma che è stato risolto con accorgimenti tecnici”. Ed ecco che Marsi punta il dito: "Niente di più falso, basta vedere le foto allegate, scattate il giorno dopo la conferenza stampa”. E spiega che “gli accorgimenti tecnici sono una serie di forellini di pochi millimetri, all'interno del cordolo della pista che, oltre a non risolvere il problema, come si vede, si sono subito otturati, come è normale che sia in un impianto all'aperto”. Marsi aggiuge che si allagano anche altre parti della pista (come alla partenza delle gare di velocità) “dove niente è stato fatto, e lo dimostrano le belle pozzanghere che stanno lì per giorni dopo che ha piovuto”.

Poi si sottolinea come “a sei mesi dalla consegna definitiva dei lavori, costati diverse migliaia di euro dei cittadini”, pur essendo in inverno, sulla pista, e sulla pedana del salto in alto ci sono già fiori e erba, fatti vedere anche ai responsabili del campo e ci si chiede cosa succederà a primavera. Ma soprattutto ci si chiede “perché sono stati fatti così male i lavori (avvallamenti, toppe, rilievi, fori, ecc)? Perché non sono stati controllati meglio? Perché non sono stati coinvolti gli addetti ai lavori (Federazione, società) in fase di elaborazione e realizzazione?” E si ricorda che la pista precedente è durata 15 anni mentre questa ha già problemi dopo poco tempo, e che oltretutto non è drenante come la precedente e quindi si deve ricorrerere ad "accorgimenti tecnici" che non risolvono.

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La gabbia da rifare. Il presidente dell’Atletica poi parla della gabbia del lancio del martello. “Ribadiamo la necessità, anche per motivi di sicurezza, che sia ripristinata al più presto, in questo siamo confortati dalle parole dell'assessore che dice sarà fatta entro breve (cioè?)”. Poi si ricorda che la caduta è stata causata da un fortunale atmosferico per cui il Comune è assicurato “e quindi non dovrebbe costare niente, o molto poco, alla collettività, per ripristinarla; magari facendo meglio i lavori, visto che un forte vento (niente di strano per Livorno) ha avuto gioco facile su degli ancoraggi di cemento ridicoli”.

Manutenzione da rivedere. Marsi poi affronta il problema manutenzione. “All'impianto ci sono forze lavoro per circa 30 ore/giorno ma, in realtà, per la manutenzione, ne sono utilizzate sì e no la metà: Questo fa sì che manchino interventi, anche piccoli, come, ad esempio le targhette indicatori degli ostacoli, distanze, partenze, ecc. in parte già divelte; causa certo della scarsa attenzione degli utenti, ma sicuramente della assoluta mancanza di cura da parte di chi di dovere; anche queste hanno sei mesi di vita come la pista”.

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Poi si aggiunge che il terreno del prato potrebbe essere più curato, dato che deve subire le conseguenze dei lanci (disco, peso, giavellotto, martello) che segnano il terreno. “Mai - accusa Marsi - si vedono coprire questi segni (a volte vere buche), che possono causare distorsioni a chi corre o salta, o gioca, come fanno i molti bambini che praticano il nostro sport. Sul campo da anni ci sono dei lievi avvallamenti che, con la pioggia, diventano pozzanghere, mai si è provato a livellare il terreno”. Poi si punta il dito con la sporcizia di molte parti del campo come del fosso che delimita il confine col parcheggio del Pala Macchia e si spiega come «al canalino di scolo delle acque della pista la manutenzione viene fatta una volta l'anno e le acque non scorrono come dovrebbero, sotto al cordolo ci si accumula ogni cosa, in particolare aghi di pino, che non vengono mai tolti e le acque superficiali della pista, ristagnano». Si aggiuge pi che «la pista non viene mai spazzata o lavata per cui sembra che abbia già anni di vita. Le grondaie vengono ripulite ogni quasi mai, le fogne bianche giusto ora per la buona volontà di un nuovo arrivato. Nella sala muscolare ci sono due finestre con i cardini rotti da tempo e, seppur segnalato il pericolo, sono ancora in quello stato col rischio che cadano addosso a qualcuno. La stessa palestra non è più in gestione a nessuno perché la convenzione è scaduta da sei mesi e gli operai pensano che sia ancora in carico alle società».

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Dopo aver detto che ci sono molti naltri problemi di manutenzione straordinaria e ordinaria, si ricorda “che il nostro campo è anche un parco in città, ci sono animali (una colonia di scoiattoli, uccelli - l'altro giorno è comparso un gufo -) c alberi di alto fusto, piante, erba ma sarebbe molto più bello anche per il cittadino (genitori, anziani) se fosse più godibile”.

Incontriamoci e parliamone. Marsi infine riconferma « la volontà ed il piacere di sederci al tavolo con l'amministrazione per affrontare ogni argomento: dalla gestione, alle risorse, dalla manutenzione, ai lavori più urgenti e necessari. Tutto questo però, dopo le riunioni e le decisioni, deve corrispondere a fatti concreti, possibili e realizzabili sulla base degli impegni e delle risorse disponibili che, sappiamo benissimo, essere poche ma che non devono costituire l'alibi a non fare alcunché».

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