Gioco
Poster misteriosi coperti dal Comune «Belli sì, ma quello spazio ci serve»
LIVORNO. Miranda è un nome di origine latina. Significa “meravigliosa, da ammirare”. In letteratura, fu scelto da William Shakespeare per un personaggio femminile della sua commedia “La Tempesta”,...
LIVORNO. Miranda è un nome di origine latina. Significa “meravigliosa, da ammirare”. In letteratura, fu scelto da William Shakespeare per un personaggio femminile della sua commedia “La Tempesta”, scritta nel 1610 e ambientata su un’isola imprecisata nel cuore del Mediterraneo.
Miranda è anche il nome di una marca di fotocamere Reflex prodotte fino agli anni ’70. A Livorno, però, la sua attualità è legata a una serie di immagini indubbiamente sugegstive che in questi giorni sono comparse sui muri della città, in varie zone, e alcune di esse portano proprio la firma “Miranda”.
Gli autori, al momento, non escono allo scoperto. Che ci sia la mano di una donna che porta quel nome dietro questa operazione? Oppure è il nome di un collettivo, un messaggio o un depistaggio?
Supposizioni libere, tanto quel che al momento conta è ciò che i cittadini hanno potuto osservare in giro, ovvero: il volto di un bambino a Salviano, all’inizio di via Costanza; dei soldati africani e un bambino con gli occhiali da sole sugli Scali Manzoni; una gigantografia di Lenin sugli Scali della Fortezza Nuova; due dromedari nei pressi di piazza del Luogo Pio, in Venezia; la zona più battuta è sul viale della Libertà, lungo i muri della Villa Fabbricotti, dove sono state attaccate immagini di carri armati, come volti di uomini e donne, oppure un albero rovesciato e, ancora, una medusa. Sono tutte immagini su carta di grandi dimensioni, perciò ben visibili dai passanti.
Nessuno, al momento, le ha rivendicate, o anche solo spiegato i motivi di questo gesto che, in prima battuta, può nascondere la voglia di utilizzare i muri di Livorno come una galleria a cielo aperto, esponendo foto d’autore e non necessariamente collegate tra loro per manifestare un’esigenza espressiva e la necessità di spazi.
“Miranda”, insomma, per adesso si fa ammirare, ma non si pronuncia.
Solo che alcune immagini sono già un ricordo: rimossa quella nella zona di Salviano, mentre tre dei quattro volti esposti sul muro all’esterno di Villa Fabbricotti, nei pressi di piazza Aldo Moro (zona Sant’Agostino), sono stati coperti da manifesti del Comune, relativi alla convocazione della seduta del consiglio comunale che è in programma per domani.
E la domanda sorge spontanea: il Comune censura o boicotta questa operazione? «Assolutamente no, – fa sapere il sindaco Filippo Nogarin – l’arte è benvenuta. Solo che quelli sono spazi precisamente adibiti alla comunicazione istituzionale, perciò sono stati attaccati manifesti per prassi».
Sulla stessa falsariga interviene Serafino Fasulo, assessore alla cultura: «Quelle foto sono state esposte civilmente e coperte non per una precisa volontà del Comune. Io le ho notate con interesse e considero questa operazione una forma espressiva interessante. Certo, il materiale utilizzato per la stampa non è prezioso e perciò facilmente soggetto a deperibilità, ma credo di questo ne siano consapevoli gli autori, che probabilmente avanzano anche una forma di promozione o pubblicità, oppure vogliono contribuire all’arredo urbano. Comunque sia, io sono incuriosito e affascinato – continua Fasulo – nonché aperto a una eventuale richiesta di spazi. Se ne possono trovare di effimeri o permanenti in città».
Ma l’assessore ha idea di chi possa essere? «Un’idea me la sono fatta – conclude Fasulo – però non mi sbilancio”. Segnale di apertura lanciato, ora sta a “Miranda”, chiunque si celi dietro questa firma, coglierlo e rispondere.
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