Gioco
Mancano i portalettere e la posta non arriva più
Tra dicembre e gennaio in alcune zone è avvenuto un recapito ogni dieci giorni Ora l’azienda ha assunto 8 persone a tempo. Duro il sindacato: «Non bastano»
LIVORNO. Probabilmente al giorno d’oggi non c’è più nessuno che riceve quotidianamente una pioggia di lettere come capitava a Pablo Neruda nel film di Michael Radford, quando Massimo Troisi nelle vesti del postino Mario Ruoppolo tutti i giorni recapitava messaggi d’amore al poeta. Ed è un dato di fatto che la cassetta della posta sia sempre più vuota, in maniera inversamente proporzionale alla casella mail. A Livorno però, o almeno in diverse zone della città, negli ultimi due mesi la cassetta è rimasta un po’ più vuota del solito. Un po’ troppo vuota, a dirla tutta, perché è capitato, anzi capita tuttora, che il postino passi una volta alla settimana o addirittura ogni dieci giorni.
Le segnalazioni sono arrivate numerose in questi giorni in redazione e Giuseppe Luongo, segretario della Slc Cgil di Livorno, conferma. «Sì, è vero, la posta non arriva, o meglio non arriva nella tempistica giusta, e il motivo è semplice: mancano i postini».
Dodici postini in meno. Il problema - spiega Luongo - si è acuito all’inizio di dicembre, con l’avvicinarsi della pensione di cinque portalettere, che hanno cessato il lavoro a fine anno non prima però di aver fatto le proprie sacrosante ferie. Quei cinque lavoratori in meno, sommati alle carenze d’organico ormai cronica denunciata da anni dai sindacati e all’aumento dei carichi successivo alla fine della commessa all’Agenzia Espressi, hanno creato un cortocircuito che tra dicembre e gennaio ha letteralmente frenato la consegna della posta in moltissime zone della città. «Diciamo che fino alla settimana scorsa mancava all’appello una dozzina di postini», dice Luongo. Col risultato che in molte zone della città il postino anziché suonare due volte, ha suonato una volta a settimana. Un esempio? «A casa mia allo stadio - racconta una signora in una lettera (portata a mano in redazione) - il postino è stato otto giorni senza farsi vedere».
Otto nuove assunzioni. Che il problema esistesse, è confermato anche dalle mosse dell’azienda. Poste Italiane infatti da lunedì scorso ha assunto otto nuovi portalettere. Che dovrebbero tamponare almeno in parte le falle della carenza di organico. «Come sempre accade, tra le uscite e le nuove assunzioni l’azienda ha fatto passare un po’ di giorni nell’ottica del risparmio. Ad ogni modo, alla fine i contratti sono stati fatti, sebbene a tempo determinato e chiaramente sono ben accetti - commenta Luongo -. Bisogna però dire che sono nuovi assunti, che dunque devono capire il territorio da zero. Diciamo che ci vorranno un po’ di giorni perché diventino pratici del lavoro e perché dunque la macchina torni ad essere un po’ più efficente. Anche se - aggiunge il segretario della Slc Cgil - neanche i portalettere che fanno questo mestiere da 25 anni, ormai riescono a terminare il giro, da tanto che le zone si sono ampliate».
E adesso? Se la situazione migliorerà a stretto giro di... posta, resta il fatto che l’organico a Livorno è ancora sottodimensionato: «Dopo queste assunzioni mancano almeno cinque postini per rendere la qualità del servizio accettabile e questo tenendo conto della curva negativa della corrispondenza cartacea - dice senza mezzi termini Luongo -. Anche se ad esser sinceri se si esce da Livorno città e si va in provincia la situazione è anche peggiore, perché i portalettere non hanno neanche i mezzi per girare». Arriveranno i postini mancanti? «Noi continuiamo a insistere, ma il programma di Poste per i prossimi cinque anni è snellire ancora. Significa che la qualità del servizio scenderà ancora». E che il postino suonerà sempre meno.
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