Il Tirreno

Livorno

LA SANITà CHE NON VA

A Pisa per curare la figlia, "A Livorno nemmeno un dottore"

L'ingresso del reparto di Pediatria
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L'ingresso del reparto di Pediatria

Livorno, la denuncia di una mamma dopo un pomeriggio di attesa al pronto soccorso: non sono riuscita  nemmeno a parlare con un medico e le infermiere banchettavano 

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LIVORNO. Gaia Locatelli, 35 anni, è una mamma arrabbiata e preoccupata quando alle 18,40 di domenica 25 gennaio chiama il nostro giornale. “Sono in macchina con mia figlia di 7 mesi che oggi pomeriggio ha sbattuto la testa: ha un livido vicino all’occhio  e si è appena addormentata in auto: la sto portando all’ospedale Santa Chiara di Pisa, perché a Livorno non è stato possibile farla visitare. Dalle 16,30 e per due ore ho fatto la spola tra il pronto soccorso e il reparto di Pediatria senza trovare un medico che la guardasse e che mi dicesse quale esami e terapia fare. Alla fine ho trovato quattro infermiere nel reparto di Pediatria che stavano banchettando: bevevano un caffè e quando mi sono lamentato la loro risposta è stata questa: “Se ha furia vada a Pisa”.

Il raccontato di Gaia parte intorno alle 16 quando è a casa con la sua bambina. “Stava dormendo nella carrozzina, poi ha iniziato a piangere e non la smetteva più. L’ho guardata e ho visto questo bozzo sulla testa, molto probabilmente deve aver sbattuto contro il sostegno del passeggino. Dopo qualche minuto che piangeva, mi sono spaventata: l’ho presa, vestita e siamo andate al pronto soccorso”. Il racconto di Gaia non è l’unico che abbiamo ascoltato nel quale si parla di una domenica bestiale al pronto soccorso, complice una grossa affluenza di pazienti. “Per quello che mi riguarda – sottolinea Gaia – non mi ero mai trovata in una situazione simile: dal pronto soccorso mi hanno  detto di andare a Pediatria, ma di domenica  c’è un solo medico ed era impegnato. Quindi  ho trovato decine di persone in attesa, anche da prima che arrivassimo noi. Ma la cosa incredibile era il reparto deserto, solo in una stanza in fondo al corridoio ho trovato quattro infermiere che non mi hanno saputo dare né una spiegazione, né una soluzione”.

Ecco perché Gaia ha riportato la figlia al pronto soccorso. “Mi hanno spiegato ancora una volta che il problema è che non c’è un pronto soccorso pediatrico e quindi di domenica quando c’è meno personale e le attese sono più lunghe”. Gaia a questo punto non ha avuto altra scelta: “Ho pensato che avrei potuto aspettare che visitassero mia figlia per ore, ecco perché ho preso la macchina e siamo andate verso Pisa. Ma vi ho voluto chiamare per denunciare una situazione di assistenza sanitaria da zona depressa del mondo”.         

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