Il Tirreno

Livorno

«Ecco il super polo della logistica e ora vogliamo una banchina»

di Juna Goti
«Ecco il super polo della logistica e ora vogliamo una banchina»

Cresce l’alleanza tra General Electric (Oil & Gas) e B-Cube: a Guasticce previste 50 nuove assunzioni Il governatore: «Speranza per il territorio. Prossime tappe: scavalco ferrovie e Darsena Europa»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il presente, a Guasticce, è «la più grande area logistica per General Electric Oil & Gas al mondo, gestita con sistemi avanzati e una società altamente specializzata come B-Cube». Il futuro, o meglio la «fase due», è «collegare quest’area al porto». Di più: «In porto vogliamo una banchina: se fino a oggi abbiamo fatto l’80 per cento, il 20 che ci manca è a banchina. Con quest’ultimo anello potremmo parlare di un centro di grandissima eccellenza». Se a dirlo è uno come Massimo Messeri, presidente del Nuovo Pignone (azienda capofila del gruppo General Electric Oil & Gas) le parole non possono passare inosservate.

Il presidente le ha pronunciate ieri pomeriggio prima del taglio del nastro della nuova area di stoccaggio inaugurata da B-Cube all’Interporto, sotto l’ala protettrice del colosso Usa General Electric.

La scenografica posa del primo container è stata fatta in un’area dell’Interporto di 45.000 metri quadri, che entro aprile diventeranno circa 70.000, con l’aggiunta di 25.000 metri riservati allo stoccaggio dei container. Questi 70.000 metri vanno ad aggiungersi al sito storico di B-Cube (ex Argol Villanova, principale partner logistico di General Electric) di via Francia, che è stato ampliato in chiave supertecnologica e dove oggi, oltre ai magazzini, esiste un centro per la quarantena. È qui che possono “sostare”, ad esempio, i prodotti (dalle turbine ai grandi macchinari per la compressione e la distribuzione di olio e gas nel mondo) che escono dagli stabilimenti GE di Massa e Firenze, o da altre parti di Italia, e che devono essere spediti in Australia.

Venendo da Livorno si vede un’immensa fila di capannoni con il logo “B3” reinventato da Oliviero Toscani. «L’investimento nell’ultimo anno – spiega il presidente di B-Cube, Piero Carlo Bonzano – è stato di oltre 7 milioni di euro. Quando abbiamo comprato quest’area, ormai molti anni fa, era in dismissione: non è stato facile, c’era un po’ di diffidenza per chi veniva da fuori, abbiamo assunto i primi 20 lavoratori ex Cmf e con loro è iniziata l’avventura in questo territorio». In tutto, oggi, fanno 350.000 metri quadri, per circa 270 addetti: grazie all’ampliamento del magazzino del 30 per cento e al nuovo piazzale, i manager prevedono di aumentare le merci scaricate da 40.000 a 60.000 tonnellate annue, di raddoppiare quelle spedite e, soprattutto, di aumentare i posti di lavoro. Si parla di una cinquantina di unità in più, per arrivare a circa 325 addetti.

«È una grande opportunità per noi e per il territorio non solo in termini di lavoro – sottolinea Messeri – ma anche di competenze». «Vogliamo continuare a espanderci – annuncia – facendo leva su tutte le potenzialità e le sinergie che il territorio può mettere in campo. Oggi le nuove commesse si conquistano con la tecnologia, l’efficienza, il rispetto dell’ambiente. Mi auguro che questo sito possa diventare meta delle visite dei nostri clienti, che muovono grandi capitali nel campo del gas e del petrolio». E aggiunge: «Abbiamo dimostrato agli americani che un dollaro investito qui può generarne molti di più».

È un assist per il presidente della Regione, Enrico Rossi, arrivato a tagliare il nastro insieme al sindaco Pd di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, che parla di «giornata storica». «Ringrazio GE – dice il governatore – per aver dato un segnale positivo, di speranza, a quest’area, dove il livello di disoccupazione è più alto che altrove. È un orgoglio che due multinazionali abbiano stretto un’alleanza per la logistica qui. L'interporto è stato fortemente voluto dalla Regione che ci ha investito molto, esistono tutte le condizioni perché si possano attrarre ulteriori investimenti». Con dei nodi che però aspettano ancora di essere sciolti. È qui che Rossi si prende l’impegno («non sono promesse al vento», dice) di «partire con i lavori per lo scavalco ferroviario per collegare porto e Interporto entro l’anno, mentre sono in corso i lavori per collegare la Darsena Toscana allo snodo della rete ferroviaria verso l’appennino». E torna a battere sulla Darsena Europa: «Ci investiremo, garantirà l’attracco delle grandi navi e sarà un altro fattore di competitività».

Verso il porto guarda anche il presidente B-Cube Bonzano: «Il futuro è l’asse porto - aeroporto - Interporto - Ferrovie. La somma di tutti questi elementi può fare la differenza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa