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«Da febbraio speriamo di riattivare questi servizi»
LIVORNO. «Spero che ai primi di febbraio si possa riattivare almeno in parte questi servizi per i cittadini più indigenti, la priorità è questa, faremo il massimo sforzo e io ce la sto mettendo tutta»...
LIVORNO. «Spero che ai primi di febbraio si possa riattivare almeno in parte questi servizi per i cittadini più indigenti, la priorità è questa, faremo il massimo sforzo e io ce la sto mettendo tutta».
L’assessore al sociale del Comune di Livorno, Ina Dhimgjini, se per un attimo si lascia andare al classico «la colpa è dei tagli del governo» che ogni amministratore locale tira comunque in ballo in circostanze simili, poi invece parla di come vuole affrontare concretamente questa situazione drammatica. Drammatica anche perché al momento non si sa ancora quando potranno effettivamente arrivare i soldi destinati al sociale dall’emendamento del gruppo M5S: «Ci sono dei tempi tecnici e burocratici - spiega l’assessore Dhimgjini - che vanno comunque affrontati per approvare questa variante di bilancio che ci consentirà di destinare questi soldi al sociale, e quindi ancora non possiamo sapere quando questo potrà avvenire».
L’assessore al sociale spiega che sta facendo il massimo sforzo per poter dare una risposta concreta in tempi più brevi: «Stiamo cercando di razionalizzare le risorse del sociale e riusciremo ad ottenere delle economie, incidendo sugli affidamenti diretti dei servizi - sottolinea Ina Dhimgjini - eliminando affidamenti esterni e convenzioni. E con queste risorse contiamo appunto di poter finanziare i contributi economici ai più poveri già da febbraio».
Ma l’assessore parla anche di una situazione generale che sta peggiorando a vista d’occhio a Livorno, dove la crisi economica e soprattutto occupazionale, fa ogni giorno nuove vittime. «Il numero dei poveri è cresciuto e dobbiamo riuscire a dare risposte diverse da quelle fornite fino ad ora - sottolinea in conclusione - non possiamo pensare di dare solo ad alcuni e lasciare completamente fuori altri: dovremo dare un po’ a tutti quanti».
Ma questo è un discorso di respiro più lungo. Per i 480 delle social card, intanto, l’appuntamento più importante è ora a febbraio. E ci devono arrivare: gennaio non è ancora finito.
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